Agosto all’ombra delle foreste casentinesi con i bambini

Parco delle foreste casentinesi con i bambini

 

Abbiamo deciso all’ultimo secondo di partire per una settimana di campeggio, sotto ferragosto, nelle “terre selvagge” delle Foreste casentinesi con i bambini, Piccolé di due anni e mezzo e il Picinin, nel pancione, atteso tra poco più di due mesi. Selvagge queste terre lo sono davvero, vi sono rimasti quasi solo gli eremiti di Camaldoli, tra gli esseri umani. E qualche monaco, e un pugno di famiglie troppo innamorate di questi boschi per lasciarli: un totale di circa 2000 persone in oltre 36 mila ettari del Parco nazionale delle Foreste Casentinesi, Monte Falterona e Campigna, tra Arezzo, Firenze e Forlì.  In compenso si sono moltiplicati gli alberi e gli animali: lupi, cinghiali, cerbiatti, cervi, daini (questi venivano a trovarci anche in campeggio a Camaldoli), tantissime volpi, farfalle, rane  e uccelli di ogni tipo.

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Il richiamo delle foreste – al Parco delle foreste casentinesi

Via dalla città, via dall’afa, via dalla folla! Con queste parole d’ordine, a meno di 12 ore dal misero fallimento del nostro tentativo di partenza eravamo di nuovo in viaggio. Rotta sulla Toscana e la Romagna, verso il Parco nazionale delle Foreste Casentinesi, Monte Falterona e Campigna. È bastato che la bimba desse segnali di stare meglio (e una mattina nel solleone di Roma) per rendere irresistibile il richiamo della strada. Il pulmino purtroppo ci aveva abbandonato, per il momento, così abbiamo preso la tenda e caricato la macchina e siamo ripartiti.

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Firenze Rocks con i bambini

Firenze rocks con i bambini, Eddie Vedder in concerto

– Vi sconsigliamo di venire con i bambini, non li portate! – Questa telefonata del campeggio di Firenze Michelangelo, a tre giorni dal viaggio per andare al concerto di Eddie Vedder ha rischiato di mandare a monte tutta l’organizzazione. Due mesi prima avevo prenotato su Booking.com le tende per dodici persone, di cui sei bambini tra uno e sei anni, per il finesettimana. Ora, con la città tutta esaurita per il Festival Firenze rocks 2017, 50 mila persone presenti, ci dicevano che era meglio non partire.

* Disegno di copertina di Bruno (5 anni) “Eddie in concerto”

Firenze con i bambini con l’allarme caldo

Bambini al campeggio di Firenze

Da una parte c’era il buon senso: i giornali in quei giorni titolavano “Weekend di fuoco, Firenze da bollino rosso“, “Allerta meteo”, “Il caldo spinge in alto l’ozono. A casa i bambini”. Dall’altra parte c’era la voglia di non rinunciare al weekend con gli amici, che vivono lontano, e di goderci un anticipo di vacanza prima che la mia gravidanza fosse troppo inoltrata, con Piccolè che avrebbe visto, a due anni e mezzo, il suo primo concerto: solo chitarra e voce (e che voce quella di Eddie!), niente di meglio per la prima data rock della sua vita.

Ci si metteva anche la rabbia perché, se ci avessero detto al momento della prenotazione che non era una sistemazione adatta ai bambini, magari rispondendo a una delle email e delle telefonate con cui avevamo provato a contattare la struttura, avremmo cercato un altro posto dove andare. Così a ridosso della vacanza era impossibile. Alla fine abbiamo trovato una via di mezzo per salvare il finesettimana. Abbiamo rimandato di qualche ora la partenza, in modo da evitare il sole di mezzogiorno, e deciso di fermarci una sola notte invece di due, per limitare i danni. In qualche modo ce la siamo cavati.

All’arrivo al campeggio abbiamo trovato, subito a fianco del gabbiotto per il check in, un parco giochi e nei bagni c’erano mini-lavandini e fasciatogli. Non proprio indizi di un posto poco adatto ai bambini. Ci è venuto in mente allora che, forse, ci consigliavano di disdire la nostra prenotazione perché, in quegli stessi giorni, c’era così tanta domanda di posti letto a Firenze che il campeggio stava affittando tende, attrezzate come quella che noi avevamo riservato a un prezzo normale, alla cifra stratosferica di 500 euro a notte (500, non è uno scherzo). Con la nostra disdetta, avrebbero guadagnato un bel po’ di soldi.

Al festival Firenze rocks con i bambini. Viva Eddie Vedder

Bambini al concerto di Eddie Vedder al Firenze Rocks

Alla fine eravamo al parco delle Cascine per il Festival verso le sette, ancora faceva caldo, ma si iniziava a respirare.È stato un po’ complicato ritirare i biglietti perché, arrivati con il tram, abbiamo dovuto attraversare tutta l’area dell’ippodromo per raggiungere la biglietteria, ma poi è iniziata la festa. Ci siamo messi molto in fondo all’arena a sentire Glen Hansard, che è stato una bella scoperta. I bambini – solo tre alla fine, perché gli altri erano rimasti a casa – giocavano con i braccialetti fosforescenti anni 80 che gli aveva preso la mia amica (perfetti pure per non perderli, quando poi è sceso il buio). Ci sarebbe stata anche un’aria attrezzata con dei giochi gonfiabili, ma noi abbiamo preferito tenere i bimbi con noi.

Eddie Vedder è salito sul palco dopo le dieci e mezza e si è visto subito che faceva sul serio. Wishlist è stata la seconda canzone, tanto per dire. “Il mio primo concerto da solo in Italia è anche il più grande. Questo succede solo in Italia”, ha detto emozionato in italiano. “Ma io non vedo!”, protestava la bambina più grande, sulle spalle del papà. In effetti eravamo lontanissimi e ci voleva un po’ di fantasia nel riconoscere una figura umana in quel puntino sul palco, ma era bello essere lì a ballare tutti insieme, felici e anche un po’ commossi. La serata era magica e lo avrebbe sancito definitivamente una stella cadente gigante, o qualcosa del genere, che ha attraversato il cielo tra la fine di Imagine e l’attacco di Better man.

Nonostante tutto, il verdetto è stato che, purtroppo, è ancora troppo presto per andare con Piccolè ai festival rock. Si è addormentata in braccio al papà dopo tre o quattro canzoni, verso le 11, e ha continuato a dormire fine al mattino dopo. Prima era sdraiata su un telo per terra, con noi adulti che le ballavamo intorno per evitare che qualcuno le andasse addosso. Poi di nuovo in braccio mentre arrivavano alla macchina della nostra amica, che ci ha dato un passaggio fino al campeggio. E meno male che c’era lei, perché il papà, che è venuto a piedi, è arrivato in tenda alle 4 e mezza. Giusto tre ore prima che si svegliasse la bambina, allegra e vivacissima: “il cielo è blu, ci dobbiamo alzare”. A rendere la mattina più difficile c’è stato poi il fatto che il campeggio non aveva un bar per le colazioni, solo una macchinetta automatica per il caffè… ed era fuori servizio. Quasi un crimine contro l’umanità.

5 cose da vedere a Firenze in un giorno d’estate con i bimbi

Bambini in vacanza a Firenze

In qualche modo siamo riusciti a svegliarci, lavarci e prepararci a una visita super-flash al centro storico di Firenze prima di ripartire: i bambini era la prima volta che lo vedevano. Torneremo quando farà meno caldo, questo è sicuro. Abbiamo avuto solo un assaggio della città, ma ce lo siamo gustato. Quello che siamo riusciti a vedere nel nostro itinerario, oltre al panorama pazzesco di Piazzale Michelangelo, che era accanto al campeggio, e al parco delle Cascine dov’era il concerto, è stato:

  • Il Lungarno e il Ponte Vecchio

Era quasi mezzogiorno quando ci siamo incamminati sul Lungarno, dove una brezzolina aiutava a sopportare l’afa. Devo ammettere che i bambini hanno apprezzato di più lo stabilimento balneare sulla riva, con sabbia bianca e ombrelloni, piuttosto che il Ponte Vecchio, così affollato e infuocato che abbiamo deciso di non attraversarlo.

  • I vicoli del centro storico

Ci siamo invece inoltrati tra i vicoletti verso piazza della Signoria, scegliendo solo quelli in ombra e ingannando il caldo con dei coni gelati, per i piccoli, e birre ghiacciate, per i grandi. Abbiamo poi mangiato  con un panino dell’Antico vinaio di via de’ Neri, che io ricordavo dall’ultima volta che eravamo venuti (anche allora ero incinta, l’ho raccontato in 40 settimane e mezzo: Firenze a 33 giri, panze e vinili). Abbiamo preso una schiacciata calda di forno con salame sbrisolona, crema di carciofi, crema di pecorino e melanzane piccanti, una delizia che meritava bene i venti minuti di coda necessari a conquistarla.

  • Piazza della Signoria
Sazi e soddisfatti abbiamo raggiunto Piazza della Signoria che ci ha accolto alla musica dal vivo dei violini. Era un concerto di artisti di strada che ha accompagnato la nostra passeggiata tra le statue e i bambini non la finivano di applaudire, ancora più contenti che al festival della notte prima.
  • Piazza del Duomo

Era quasi ora di prendere il treno e il sole era sempre più caldo ma abbiamo fatto ancora in tempo a visitare piazza del Duomo, con Santa Maria del Fiore, il Battistero e il Campanile di Giotto. Piccolè ormai era stanchissima e l’unica cosa che l’ha entusiasmata sono state le carrozzelle con due cavalli (non uno come a Roma).

  • Santa Maria Novella

C’è stato tempo ancora per il saluto tradizionale a Santa Maria Novella,  subito prima di raggiungere la stazione con la certezza di tornare presto (ma magari la prossima volta non in estate).

Firenze in estate, veduta da da Piazzale Michelangelo
ps Non era la prima esperienza per noi in campeggio con i bambini, anche se è stata la più “estrema”. Qui le nostre avventure precedenti:

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Valle d’Aosta per bambini: il battesimo della neve

Battesimo della neve

Il battesimo della neve per Piccolé è arrivato all’ultimo momento possibile, ad aprile già inoltrato, con una mini-vacanza in Valle d’Aosta a Champoluc. Abbiamo scoperto una destinazione perfetta per i bambini e ci siamo decisi a tornare l’anno prossimo quando, quando la bimba avrà tre anni e potrà mettere gli sci per la prima volta. Magari questa volta lo faremo prima dell’arrivo della primavera.

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Che bella Frascati con i bambini (dalla chioma di un albero)

Frascati per i bambini, le ville Tuscolane

I castelli romani sono da sempre una destinazione prediletta dai bambini di Roma. Oggi ci andiamo con Piccolè solo una volta ogni tanto, ma negli anni 50 il trisavolo della bimba – il nonno di mia mamma – andava a Frascati con i bambini della famiglia tutte le domeniche. Caricava la macchina all’inverosimile di figli e nipoti e partiva in cerca di aria fresca, buon vino e uno stile di vita più rilassato. Quando non trovava proprio nessuno disposto ad accompagnarlo, ci andava comunque da solo, con una specie di tram tutto sgangherato.

Frascati per i bambini la festa Tocca gli alberi sabato 25 marzo

E’ passata una vita, quella tramvia non esiste nemmeno più (e neanche il trisavolo di Piccolè) ma gli ingredienti che rendono perfetta Frascati per una gita con i bambini sono sempre gli stessi. A questi, sabato 25 marzo 2017, si aggiunge la festa Tocca gli alberi della Società italiana di arboricoltuta Sia. I bambini scopriranno negli alberi un “luna park” di tronchi e chiome:
  • potranno arrampicarsi in cima a un cedro con le corde con dei veri tree climber, i giardinieri che “scalano” gli alberi come se fossero montagne,
  • si lanceranno si una teleferica tra un cedro e un leccio come dei moderni Tarzan e
  • potranno mettere alla prova le loro capacità di “piccoli equilibristi” provando a camminare sulle slackline, fettucce tese tra due alberi.
L’iniziativa, che mira a sensibilizzare le famiglie sull’importanza di una corretta cura degli alberi, prevede inoltre, per gli adulti, incontri con arboricoltori come A. ed esperti e lezioni dimostrative. L’appuntamento è a partire dalle 10 a Villa Torlonia, Frascati. Venite con noi, e spargete la voce.

Cinque motivi per cui i castelli romani e Frascati con i bambini  sono perfetti per una gita

Anche al di là della festa Tocca gli alberi, ci sono almeno cinque motivi per cui Frascati con i bambini è la destinazione perfetta:

Frascati per i bambini, il belvedere
  • 1 – I parchi e le Ville Tuscolane
Allo splendore della natura si accompagna il genio degli architetti rinascimentali e barocchi, come Giacomo Della Porta, che hanno disegnato qui residenze estive, giardini e palazzi per la nobiltà romana, le ville Tuscolane, in una sfida a quale fosse la più bella ed elegante che è andata avanti per secoli. La nostra preferita – anche se non le abbiamo viste tutte e dodici – è villa Aldobrandini, che si protende sul belvedere.
Giochi per i bambini a Frascati
  • 2 – I parchi giochi per bambini di Frascati
Il verde si estende a perdita d’occhio e qui e là sorgono aree gioco attrezzate per bambini che a Roma ce le sogniamo: altalene a ragnatela, vele dei pirati rotanti, piste per scatenarsi sui pattini a rotelle, ce n’è per tutti i gusti.
Bambina mangia panino con la porchetta a Frascati
  • 3 – La porchetta
Sappiamo che la cucina locale vanta anche specialità più raffinate, ma noi non riusciamo a resistere al richiamo di un panino con la porchetta, calda e croccante. E anche Piccolè lo apprezza fin da piccola, deve essere nel Dna dei bambini romani. Il consiglio dei locali per un panino delizioso è andare alla piazza del mercato di Frascati, subito prima della passeggiata panoramica, e scegliere il baracchino più rustico.
Bambino che gioca e fiasco di vino Frascati
  • 4 – Le fraschette dei castelli romani
E poi c’è il vino servito della fraschette, le tradizionali osterie. E’ un ingrediente che non può mancare a una gita di famiglia a Frascati e, rendendo i genitori più rilassati, fa anche i bambini più felici. Molte delle vecchie cantine si sono evolute nel tempo in trattorie dove è possibile mangiare anche taglieri di salumi e affettati, primi piatti locali, abbacchio e altre specialità.
Dolci tipici di Frascati per i bambini, la pupazza frascatana
  • 5 – La pupazza frascatana

Dolce epilogo di ogni scampagnata è un biscotto al miele dalle sembianze un po’ sexy, raffigura infatti una ragazza con tre tette, la Pupazza frascatana (qui la ricetta della Pupazza frascatana). E’ un omaggio a una mitica balia di Frascati che, secondo la leggenda, riusciva a calmare anche i bambini più irrequieti alternando al latte un fiaschetto di vino. Devo ammettere che, nelle notti più difficili con Piccolè, quando proprio non voleva dormire, mi è venuta in mente più volte.

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