Parigi con bebè: solo bagaglio a mano

E alla fine abbiamo portato Piccolé a Parigi. E’ dove io e A. ci siamo conosciuti, 13 anni fa, nell’ostello di fronte allo studio dove dormivamo questa volta con la bambina. La nostra strada è cambiata in questi anni, hanno aperto nuovi locali, abbiamo trovato nuovi negozi e facce nuove. A farci sentire a casa c’erano sempre però le baguette calde della boulangerie all’angolo, la signora scorbutica alla reception e – naturalmente – gli amici ancora in città.

Siamo stati solo tre -ventosissimi, gelidi – giorni a metà marzo ma sono bastati a portare Piccolé in alcuni dei nostri posti preferiti e a scoprire insieme il parco della Villette, pieno di giochi per i bambini. C’era persino un drago gigante dove arrampicarsi per poi fare lo scivolo lungo la lingua di fuoco. Io poi mi sono innamorata della giostra vintage dedicata a Jules Verne.

La bimba ha sgambettato attraverso i passage, le gallerie coperte che si snodano qui e là per la città, a volte luccicanti di vetrine, altre volte tutte sgarrupate, ogni tanto affollate, più spesso deserte. Ha visto la casa del Marais dove vivevo con un’amica durante l’Erasmus (26 metri quadrati) e il passaggio “segreto” di rue de Barres per arrivare alla Senna e alle isole. Ha passato un pomeriggio di chiacchiere e giochi in una birreria sul canal Saint Martin guardando i passanti. E’ venuta con noi al Jardin de Plantes, destinazione del primo appuntamento con A.,  e al caffé della Moschea, alla faccia dei fondamentalisti di ogni religione.

E’ stato emozionante, essere a Parigi con Piccolé per la prima volta. Ed è stata anche l’occasione per raggiungere un traguardo fondamentale: tornare a viaggiare con SOLO BAGAGLIO A MANO. Ora non ci ferma più nessuno.

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Passavo per Londra, mini-vacanza con bebè

Io sono stata la prima volta a Londra a 15 anni, sono tornata con i capelli verdi, un occhio nero e un cd dei Clash. Piccolé, invece, c’era già stata ancora prima di nascere, quando era nel pancione, ed è tornata adesso a meno di un anno. Direi che le è molto piaciuta. E questa Londra per bambini è piaciuta anche a noi.
Per esempio siamo stati in una vera fattoria con gli animali, la Stepney city farm, a due fermate di metro dalla City. Abbiamo scoperto così che in inglese il gallo non fa chicchirichì ma cock-a-doodle-doo e dato da mangiare a un gatto, una capretta e tre porcellini d’India.

Abbiamo poi visto un mago che faceva bolle di sapone giganti con due bastoni e musicisti di strada che suonavano strumenti misteriosi, come un calderone di ferro bucherellato. C’era anche un artista che trasformava in mini-opere d’arte colorate le gomme da masticare incollate sul millennium bridge (della serie Sono Pazzi Questi Inglesi). E una manifestazione contro il “Falso Dalai Lama” (della serie Sono Pazzi Questi Inglesi 2).

Abbiamo trovato (quasi) sempre il sole, tanto che a riguardare le foto non sembra neanche di stare a Londra, e ci siamo goduti i parchi del centro, ma anche i canali più a Est, i London fields e un mercatino che non conoscevamo (Broadway market) con gli amici che vivono a Londra e M. che arrivava da Parigi per stare un po’ insieme. Quando pioveva ci siamo rifugiati alla Tate Modern che si è rivelata molto accogliente anche per i bambini piccoli.

Per tre giorni abbiamo scombussolato la casa, la testa e la vita a G., lo scapolone amatissimo da Piccolé che ci ospitava. Già dopo poche ore ha iniziato a sentirsi male, è arrivato a vomitare, a non dormire la notte, a stare sempre peggio, è guarito solo quando siamo ripartiti. Secondo me aveva un caso lampante e abbastanza grave di allergia ai poppanti. Ma lui nega.

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10 motivi per viaggi ad Amsterdam con i bambini

Bambini piccoli in viaggio ad Amsterdam
Amsterdam è una città-parco gioco per i bimbi come per gli adulti, e subito al di là dei suoi confini ecco cittadine incantate, campi di fiori, praterie con cavalli, spiagge selvagge. Scegliendo l’Olanda come destinazione per partire con Piccolé siamo andati a colpo sicuro. Una settimana in campeggio vicino Amsterdam con i bambini ci è bastata solo per averne un primo assaggio.

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