Buon FEBBRagosto

– Ma perché Piccolé ha queste bollicine? Ha la varicella? – Alessio, 6 anni, è stato il primo ad accorgersene. Tre giorni dopo è arrivata la diagnosi del pediatra: sesta malattia.

E così, come nel più classico dei classici, la bimba si è ammalata a pochissimi giorni dalle vacanze. Per ora è saltato il ferragosto con un cuginetto* poco più grande e un altro in arrivo, nel pancione della mamma all’ottavo mese di gravidanza. Per il campeggio fricchettone non perdiamo le speranze.

Piccolé ora ha solo qualche bolla ed è quasi sfebbrata, ma fa fatica a dormire e vuole sempre stare in braccio. Io, piuttosto, sono una specie di zombie. Meno male che devo andare al lavoro, così almeno per qualche ora mi riposo un po’.

* Sulla cuginanza di Bubu e Piccolé non si accettano obiezioni. È un dato di fatto.

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Lista di sopravvivenza

– Una culla pop-up che sembra quelle tende di Decathlon che si montano in un secondo e smontano in un’ora.

– Cuffie antirumore viola per bambini. Una recensione su Amazon giura che hanno funzionato anche a un concerto dei Black Sabbath.

– Mini-casco da bicicletta.

Giusto alcune cose che ci servono in vista del prossimo viaggio con Piccolé. Partiamo un po’ all’avventura così continuiamo a ripeterci che in questi casi “l’organizzazione è tutto” e proviamo a prepararci a ogni evenienza. La verità è che siamo terrorizzati.

Ora che Piccolé vuole gattonare dappertutto, toccare tutto, assaggiare tutto (e con “tutto” intendo proprio tutto-tutto dal sapone alle scarpe passando per gli oggetti più sporchi e pericolosi), portarla in giro è diventata un’impresa. Ci sentivamo intrepidi a partire con la bimba per Lanzarote quando aveva tre mesi, non immaginavamo che la vera sfida dovesse ancora venire. E ha solo 10 mesi!

Ps In ogni caso, se il campeggio per “giovani avventurosi, viaggiatori, artisti, musicisti e famiglie” – come si legge sul sito – si rivela troppo estremo, il prossimo anno possiamo sempre ripiegare su Cattolica.

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Sul ring

Entra nel ring (ops, sul fasciatoio, dovrei dire) con una rovesciata e un suo calcio volante respinge il tuo braccio che cerca di tenerla sdraiata. Mentre le sfili i pantaloni afferra il tubo della pomata e lo brandisce come una spada. Poi si impossessa del pannolino sporco e lo sventola come un trofeo. Il pubblico di Pier Coniglio, Raffa Giraffa e Compagna pecorella è in delirio. Il pannolino è solo un diversivo, con un balzo è di nuovo a quattro gambe e cerca di sfuggire via. Non fai in tempo a bloccarla che ha raggiunto il pacco con le salviettine e ne tira fuori una dopo l’altra lanciando urla di guerra. Le lascia solo per sferrarti un gancio micidiale con tirata di capelli finale e tiene ancora stretta la ciocca tra le dita quando riesci a prenderla in braccio per portarla in bagno a lavarsi. Ora che Piccolé è più grande, ogni cambio di pannolino è un incontro di wrestling. E vince lei, inesorabilmente.

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Bandiera rossa

Ora fa la gradassa. In braccio a mamma tra i cavalloni, prende in giro gli urletti della nonna nordica, che sembra in difficoltà tra gli spruzzi e le onde. La prende proprio in giro, senza ombra di dubbio. Ride a garganella con la sua risata da matta. Appena due settimane fa, però,  per il primo bagno al mare, ha accettato di entrare in acqua solo e rigorosamente attaccata alla tetta, una ciucciatina e passa la paura.

Sembra aver preso gusto in fretta in queste prime fughe in spiaggia. E “gusto” è il termine giusto: continua a ingurgitare con soddisfazione manciate e manciate di sabbia appena sfugge un attimo al controllo. Ritroviamo i granelli nel pannolino per giorni, speriamo che non sia troppo tossica. Già mi immagino la faccia del pediatra – sempre più scandalizzato  – se glielo racconto (ma io non lo faccio mica).

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Metro riot, 10 proteste alternative allo sciopero bianco



Caro-macchinista-Atac-che-fai-lo-sciopero-bianco-e-mandi-la-metropolitana-al-rallentatore-facendomi-aspettare-un-quarto-d’ora-per-un-treno-strapieno-lento-come-una-lumaca, 

in tua attesa mi sono venute in mente almeno dieci forme di protesta alternativa con cui potresti contribuire alla tua causa senza farmi arrivare a casa dal lavoro a notte inoltrata.

  1. Trasmettere a tutto volume gli ultimi successi di Gigi D’Alessio
  2. Declamare nelle carrozze versi auto prodotti sulle gioie dei mezzi pubblici (possibilmente in rima)
  3. Raccontare freddure sui carabinieri no stop
  4. Suonare le vuvuzelas a tutto andare
  5. Leggere ad alta voce la bibliografia completa di Fabio Volo
  6. Alle ore dei pasti comunicare il menù del proprio ristorante preferito ricetta per ricetta
  7. Sfidare i viaggiatori al karaoke. Chi ha la meglio sulle esibizioni dei turisti giapponesi vince un viaggio gratis
  8. Mettere coriandoli nei blocchettoni dell’aria condizionata (quando non è rotta)
  9. Far fare la ola ai passeggeri alla partenza da ogni stazione
  10. Per gli appassionati di calcio leggere i risultati di tutte le partite dell’ultimo campionato di serie A, B, lega pro, D e così via fino ai pulcini della solbiatese

Sono sicura che il tuo karma (e anche la tua protesta) ne gioverebbe.


Ps Della serie “sempre più difficile”, mi sono anche rotta il quinto dito del piede (al pronto soccorso mi hanno spiegato che no, non si chiama “mignolino”). Con la zampa fasciata, quasi 40 gradi e lo sciopero bianco, mi sento un’eroina anche solo ad arrivare a lavoro.

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