Le pistole giocattolo ai bambini no (ma)

Bambini senza pistole giocattolo

C’è una nuova serie di cartoni animati con Bugs Bunny e Willy Coyote, ma senza pistole.

I Looney Tunes continuano a farsi malissimo con incudini, dinamite e trappole ma non con le armi da fuoco. Proprio come a casa nostra, penso.

Avevamo deciso di non dare armi giocattolo ai bambini, niente pistole né spade o soldatini. E finché c’era solo Piccolè, questa scelta educativa aveva retto abbastanza (come molte altre). Poi è arrivato il Picinin e ha deciso che la non-violenza non lo convinceva per niente, lui mena.

A carnevale ha voluto travestirsi da sceriffo del west (da cowboy! A casa nostra, che abbiamo fatto sempre il tifo per gli indiani). Il papà si è imposto e così il travestimento non aveva la pistola ma una chitarra: lui sarebbe stato il re del country Johnny Cash. E in qualche modo ce la siamo cavata.

La vera tragedia sono stata le spade. È bastato vedere Peter Pan (qualche centinaia di volte), per appassionarsi ai duelli all’arma bianca. 
Non avendo sciabole e pugnali, il Picinin trasforma qualsiasi bastone nella sua “spada” e la usa per “convincere” la sorella (vorrebbe dire “sconfiggere” ma si confonde e ci fa molto ridere). Anche l’asta della bandiera regalata dai nonni per il 25 aprile ha fatto quella fine. E il bastone della scopa. E rami giganti che trova per strada. 

Appena sfugge al controllo, prende una stampella dall’armadio e la usa come pericolosissimo uncino. Mi trovo a sognare una bella spada di gommapiuma.

Ancora non è entrata nel vivo l’estate e già ha rubato a un bimbo una pistola d’acqua che sembrava un mitra e inondato il parco giochi e tutti i suoi occupanti, grandi e bambini.

Per darmi forza nella nostra scelta ripenso all’inizio di una poesia di Brecht.

I bambini giocano alla guerra.

È raro che giochino alla pace

perché gli adulti

da sempre fanno la guerra,

tu fai “pum” e ridi;

il soldato spara

e un altro uomo

non ride più.

È la guerra.

C’è un altro gioco

da inventare:

far sorridere il mondo,

non farlo piangere.

Bertolt Brecht, I bambini giocano

(Sta tutto nel “convincere” il Picinin).

ps Scrivevo questo post prima dell’incidente. Il piccoletto sabato è caduto dalla scala di uno scivolo ed è finito all’ospedale. Per fortuna ora sta benissimo, gioca, ride e si vanta di essere stato sull’ambulanza (mannaggia a lui).

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