Una giornata speciale mamma-figlia (questione di prospettive)

Giornata mamma-e-figlia a Roma

Era una giornata speciale da passare solo come mamma e figlia.

Eravamo in sciopero al lavoro e avevo una giornata libera per stare con Piccolè (5 anni e mezzo). 

Per una serie di catastrofi organizzative, ci siamo trovate con solo il Picinin (2 anni e mezzo) iscritto al centro estivo per queste due settimane. La sorella grande, nei piani, doveva giocare-alla-figlia-unica un po’ stando con me mentre lavoravo in smart work, un po’ con i nonni, un po’ con la sua babysitter.

Questa giornata senza lavoro (nonostante la preoccupazione per il futuro della mia redazione e la rabbia per il mio precariato quasi decennale) ci voleva proprio. Avevo idee fantasmagoriche su cosa fare con la mia bambina.

Avremmo preso le bici e poi il treno, saremmo andati fino alla stazione Gemelli per poi imboccare la pista ciclabile Monte Mario-Monte Ciocci, lungo la vecchia linea ferroviaria, e giù in discesa fino a casa.

Mi sono trovata davanti un netto rifiuto. “Io voglio stare a casa a disegnare”. È stata la posizione iniziale. Poi però è voluta andare a salutare i cuginoni arrivati dal Nord per una vacanza a Roma dalla nonna portandosi la bici. Loro stavano uscendo per andare a vedere il Colosseo.

Già mi immaginavo una bella passeggiata in Centro, per la prima volta dopo il lockdown, i fori imperiali, e poi non aveva appena aperto la mostra del World press photo a palazzo delle Esposizioni? E sempre lì c’era quella mostra perfetta per i bimbi Tra Rodari e Munari dove volevo andare.

Niente da fare. La bambina non voleva proprio andare da nessuna parte, se non dall’altra nonna. Io ero contenta perché lì potevamo prendere una bici per me e andare a fare un giretto. Ma lei è voluta restare solo tranquilla a giocare, e poi salire a pranzo dalla bis-nonna, al piano di sopra.

Alla fine siamo arrivati appena in tempo a prendere il Picinin all’uscita del centro estivo, alle quattro e mezza. I bambini hanno fatto un giro alle giostre di quando erano piccoli e sono voluti rimanere a oltranza al parco giochi sotto casa, che aveva appena riaperto.

Alla fine, il giorno speciale da mamma e figlia che ha scelto Piccolè è stato come un suo giorno normale, tra nonni, coccole e altalene, ma insieme a me. All’inizio ero un po’ delusa rispetto a tutto quello che avremmo potuto fare. Poi ho pensato che, in fondo, era buon segno. La vita speciale che vorrebbe Piccolè è proprio la sua (magari solo con un po’ di mamma in più).

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2 commenti

  1. Che consolazione, capita spesso anche a me e mio figlio! (3 anni e mezzo)
    Ogni tanto gli propongo di fare qualcosa di diverso, sperando di catturare la sua curiosità.. e invece lui sceglie le sue solite attività, che siano le macchinine o giri kilometrici in monopattino!

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