Di lavoretti di Pasqua e coniglietti suicidi

Coniglietti suicidi lavoretto di Pasqua

Un vecchio calzino riempito di lenticchie, infiocchettato e trasformato in un coniglietto.

È la dimostrazione che no, neanche quest’anno siamo scampati ai lavoretti di Pasqua della scuola. E io che speravo di aver trovato almeno un lato positivo dell’isolamento. 

Infatti a casa nostra questi lavoretti finiscono sempre in tragedia. Piccolé (5 anni) sfoggia come gran trofei ghirlande stropicciate, ciotole sghembe e quadretti storti. Ci gioca proprio, inventa delle avventure, se li coccola, li porta con sé da una parte all’altra, urlando appena il fratellino si avvicina.  Più lei strilla, più lui li vuole. Alla fine, inevitabilmente, il Picinin (2 anni) se ne impossessa e il distrugge in pezzi tanto più minuscoli quanto più la sorella si era affezionata. 

Quest’anno speravamo di essercela evitata, e invece non siamo sfuggiti. Le maestre hanno pensato comunque a un lavoretto per Pasqua e mandato istruzioni dettagliate  sulla chat di classe. I bambini si sarebbero scambiati gli auguri postando foto dei loro coniglietti fai-da-te.

Tanto è bastato per mandare Piccolé in ansia da prestazione anche perché io ho la manualità di un muflone. In qualche modo, però, siamo riuscite a trovare un vecchio calzino e farne il coniglietto più brutto della storia. La bambina ci si è affezionata subito. 

Il problema è che era evidentemente della specie dei coniglietti suicidi e tendeva all’autodistuzione. Lo mettevi su un tavolo e cadeva, non stava mai su bello dritto, il fiocco si scioglieva, il ripieno perdeva da tutte le parti. Anche prima dell’intervento del fratello Armata di ago e filo sono riuscita, in qualche modo, a correre ai ripari, prima che il coniglietto si svuotasse completamente o qualcuno s massacrasse scivolando sui legumi sparsi per terra.

Ero abbastanza soddisfatta di me stessa, e felice che comunque questa storia del lavoretto fosse finita. Ho avuto però la malaugurata idea di mandare la foto ai nonni, “ne voglio uno anche io!” ha detto mio papà. E tutto è ricominciato da capo. (Il secondo è venuto ancora più brutto del primo).

Buona Pasqua a tutti! Anche dai coniglietti suicidi.

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