Come i turni in marina. Di bambini e smart work

Bambini e smart work

Per la prima volta da settimane mi sveglio tranquilla. Sono passate le 11.

Il papà e i bambini sono di là che giocano da ore. Siamo chiusi in casa, ma finalmente siamo tutti a casa. Anche A. deve chiudere l’azienda. Il futuro fa un po’ paura, ma almeno saremo insieme.

Dovremo trovare il modo di gestire i bambini e lavorare al tempo stesso, senza l’aiuto dei nonni stavolta. Mi ricordo di anni fa, quando avevo vissuto qualche incredibile giorno come mozzo sulla nave scuola Amerigo Vespucci. E così propongo di seguire la regola della marina e fare turni di guardia (dei bambini, in questo caso) alternati per poter lavorare entrambi in smart work.

Turni con i bambini per lo smart work di mamma e papà

Il piano di gestione dei bambini è più o meno così:

  • Dalle 6 alle 10 i bambini fanno riferimento al papà, che li lava, veste e prepara la colazione,
  • Dalle 10 alle 14 subentro io e mi occupo anche di nutrirli e addormentare il Picin,
  • Dalle 14 alle 18 tocca di nuovo ad A, con la via di fuga di un filmetto pomeridiano,
  • Dalle 18 alle 22 arieccomi come genitore di guardia per la preparazione della cena e la messa a nanna (mentre al papà tocca la sistemazione della cucina, come sempre).

Così, almeno qualche ora dovremmo riuscire a lavorare. E senza sclerare troppo, spero. Mi sembra un piano perfetto. E più ci penso, più mi convinco che potrà funzionare.

Ore 21.30. I bambini dormono, esco dalla cameretta, e sorrido ad A. in fondo al corridoio. Lo vedo che scuote la testa. “Ho letto il decreto, ci sono due giorni per chiudere le attività, domani devo ancora lavorare”. Ha un cantiere in sospeso e non vuole lasciarlo a metà. Vedo il mio bel programma che va in mille pezzi e mi prende un po’ di sconforto.

Poi mi immagino di essere da sola al timone, ma sul tetto del palazzo come l’ammiraglio di Mary Poppins, con i due piccoli mozzi ricciolini che corrono a sparare palle di cannone a tutte le ore. E penso che, in qualche modo, ce la caveremo anche stavolta.

ps Finora era andata così (tra gambe KO e nonni in soccorso) Il nostro decameron di Coronavirus con le stampelle.

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