Imparando a volare: storia della mia “indole sportiva”

Indole sportiva di una ragazza che fa la zipline in India

Ho passato l’ultima ora a provare – con scarsi risultati – a fare il pipistrello in un’amaca.

Lo yoga in volo è la mia ultima passione sportiva, come sempre non ricambiata. Stavo ricordando tutti gli sport che ho fatto con amore pur restando sempre davvero scarsa.

I miei genitori, quando avevo sette o otto anni, mi hanno cancellata dal corso di ginnastica artistica perché la mia sorellina piccola era molto più brava di me e avevano paura che ne fossi frustrata. Potevano anche lasciarmi fare, perché ci si abitua a fallire allegramente negli sport. Ho amato, pur restando sempre una schiappa, dalla pallavolo al nuoto, dagli sci alla prepugilistica.

Quando ero in Erasmus a Parigi, avevo pensato di giocare di rugby. Ho rinunciato alla prima lezione, perché ci si allenava il sabato mattina e ha vinto la mia pigrizia. Sono tornata in Italia e anche a quello che, allora, era il mio ragazzo è venuta la stessa idea: non ha fatto altro che giocare a rugby per i 10 anni successivi.

Nello stesso periodo, stavo all’università e cercavo i primi lavori. Per scrivere qualcosa nel curriculum avevo indicato, tra le mie caratteristiche, l’indole sportiva. Lui non la finiva più di ridere. E così l’ho cancellata, ma in fondo la rivendico.

Perché non ci vuole niente a fare sport quando sei un campioncino. Ma continuare a ostinarti a provare nuove cose, quando più di 30 anni di esperienza ti hanno dimostrato che hai l’atleticità di un sanpietrino, quella sì che è indole sportiva.

Tra parentesi, la settimana scorsa mi hanno mezzo investito alla quinta volta che andavo in bici al lavoro (ed ero sulla pista ciclabile). In passato sono rimasta sospesa sopra un lago indiano mentre provavo a fare la zipline, mi sono schiantata da un cumulo di neve che provavo a saltare, sono rimasta bloccata su una parete da arrampicata perché avevo paura di scendere. Ma lo farà ancora e, prima o poi, imparerò a volare (forse).

Ps Il mio rapporto con lo sport è sempre stato difficile, e da quando sono diventata mamma lo è ancora di più. Ne l’addestratrice tedesca raccontavo i primi tentativi di tornare in forma dopo la gravidanza. Mentre ne i mondiali di parcour con il pancione ripercorrevo una mia tranquilla giornata da lavoratrice incinta.

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