Prima volta a Milano da Cronopios – fotogallery

Bambini la prima volta a Milano

Siamo partiti per Milano e ho sbagliato più o meno tutto quello che potevo sbagliare.

Però la nostra giornata alla scoperta della città con i bambini è bastata lo stesso a conquistarli.

Bambini giocano al duomo di Milano
Con i piccioni di piazza del Duomo a Milano

La nostra prima gita a Milano

Ecco il racconto minuto per minuto della nostra avventura da Cronopios, i personaggi fantastici che insegnano, tra l’altro, come amare il viaggio anche quando si trovano

“tutti gli alberghi al completo, i treni partiti, piove come dio la manda e i taxi non li vogliono far salire a meno che non siano pronti a farsi spellare vivi”.

Julio Cortazar, Storie di cronopios e di famas

Ore 9 – Partiamo da casa con il pulmino verde dei nonni e la città bloccata da uno sciopero diretti alla stazione dove il nostro treno dovrebbe partire alle 10.35.

Ore 10 – Primo errore! Il nostro biglietto indica che il nostro treno partirà solo alle 13. Mi ero confusa con un’altra prenotazione. Ci rifugiamo al piano di sopra della stazione per ore e ore di comfort food e disegni da colorare.

Ore 13 – Si parte per davvero!

Bambina in partenza per Milano
Nella lunga attesa in stazione

L’arrivo a Milano centrale

  • Ore 16 – Arrivo a Milano centrale, i bambini impazziscono per i tapis roulant della stazione.
  • Ore 16.15 – Saliamo sul primo tram vintage della giornata, l’1 verso piazza della Scala dove lavora la mia amica che ci ospiterà, Martina. Il piano è recuperare le chiavi di casa e andare a posare le valige.
Bambino in tram vintage di Milano
Tram che passione a Milano

  • Ore 16.45 – Chiavi recuperate. Mentre invento storie sulle ballerine della Scala per placare la curiosità di Piccolè (5 anni) , A. si accorge che non può fare a meno di un panzerotto di Luini. Andiamo a prenderlo in via Santa Radegonda,16.
  • Ore 17.00 – Passa il camioncino con le spazzole rotanti che puliscono le strade e dato che somiglia vagamente all’aspirapolvere dei Teletubbies Noonoo, con il Picinin (2 anni) lo dobbiamo per forza seguire per mezza città. A Roma non esiste niente del genere.
  • Ore 17.30 – Abbiamo appuntamento con un’altra amica alla Galleria Vittorio Emanuele, ma secondo epic fail… mi si scarica la batteria del cellulare. Grazie al wi-fi dei negozi di lusso riesco comunque a comunicare con lei con l’ipad e dopo un po’ ci troviamo. Intanto i bambini continuano a piroettare sul povero toro mosaico porta-fortuna tra gli applausi e i flash di turisti e passanti. Il Picinin rimedia anche un bacio di una modella.
Prima volta a Milano: la galleria
La Galleria Vittorio Emanuele di Milano

Il Duomo e i piccioni

  • Ore 18 – Arriviamo in piazza del Duomo, dove ci raggiunge anche Martina, è un po’ in ansia perché a breve inizierà uno sciopero dei mezzi pubblici anche a Milano e rischiamo di trovarci bloccati in centro con borsoni e bambini. Ma è difficile strappare i bambini dalla piazza e dalle migliaia di piccioni che gli vanno incontro in cerca di molliche di pane. Rimandiamo sempre più la partenza. Anche perché A. ha deciso di spiegare a Piccolè tutto ma proprio tutto delle palme piantate nella piazza.
Il panzerotto di Milano
Prima volta a Milano: il panzerotto di Luini
  • Ore 18.40 – Nonostante lo sciopero il nostro tram, il 16, arriva in meno di dieci minuti. Lungo la strada per De Angeli riusciamo anche a vedere il Castello Sforzesco. Il Picinin ormai è in delirio da mezzi di trasporto e continua solo a urlare “altro tram! Altro tram!” ogni volta che ne incrociamo uno.
  • Ore 19 – Arriviamo a casa di Marti per posare le valige e rilassarci un po’ prima di cena. Basta una mezzoretta ai bambini per mettere completamente a soqquadro l’appartamento, e al papà per finire la scorta di birra.
  • Ore 20 – Cena 100% milanese all’Osteria dei malnat, i bimbi divorano la cotoletta a orecchia di elefante, i grandi crostini di polenta, risotto al salto o con l’ossobuco (buono e un po’ caro).
  • Ore 22.30 – I bambini dormono, le ragazze chiacchierano. A. cerca disperatamente un’app per raggiungere gli amici del rugby dall’altra parte della città (c’è lo sciopero dell’Atm), quando si accorge che potrebbe prendere un taxi sta già dormendo anche lui.

Il risveglio

Bar hipster di Milano
Cappuccino e brioche al bar lupo
  • Ore 7 – I bambini sono sveglissimi e facciamo colazione con i muffin preparati da Martina, che prova a dormire ancora un po’. Scopro che alle 10 ci sarà la partita di rugby Inghilterra-Nuova Zelanda e che sarà impossibile schiodare A. dal divano fino al fischio finale. Oh oh!
  • Ore 10 – Lascio il papà e Picinin davanti alla partita e accompagno Martina da un parrucchiere etnochic di Isola con Piccolè. Per andarci prendiamo il metrò Lilla, senza autista, che la bambina nominerà “la cosa più bella di Milano” in assoluto.
  • Ore 10.30 – Ci fermiamo per un cappuccino e una brioche (guai a chiamarlo cornetto, da queste parti, ti rifilano un gelato) in un bar un po’ hipster pieno di vecchi giochi. La bambina non vorrebbe andare più via.
Bambini al bosco verticale di Milano
Autunno al bosco verticale

Milano la città dei grattacieli

  • Ore 11 – Arriviamo a ridosso dei grattaceli, passando attraverso un mercato contadino, che fa un bel contrasto con i giganti di vetro che lo sovrastano. Il bosco verticale in autunno è uno spettacolo e giusto lì sotto ci sono parchi giochi e percorsi per i bambini da cui Piccolè non si staccherebbe più. Il mio preferito è circondato da romantici salici piangenti e ha altalene fatte con i copertoni.
I parchi giochi di Porta Nuova
I parchi giochi di Porta nuova
  • Ore 11.30 – Arriviamo a piazza Gae Aulenti, affollata più del solito perché la Nutella sta facendo il lancio promozionale di nuovi biscotti. Nel giocare tra le trombe giganti e le fontane della piazza rischiamo di perdere il treno per la montagna, che parte alle 12.20.
  • 12.15 – Incontriamo in stazione A. e il Picinin che hanno fatto in tempo a prendere due tranci di milanesissima pizza di Spontini, alta e super condita. La mangiamo in treno, mentre Milano ci saluta dal finestrino e promettiamo che torneremo presto, magari con un po’ più di calma*.
Piazza Gae Aulenti

*Appena arrivata sui monti mi sono accorta che avevo anche dimenticato le giacche pesanti, poi ho perso il Picinin e Piccolè lo ha spinto giù per le scale. Nonostante tutto siamo sopravvissuti (e ci siamo anche divertiti).

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