Vita e Virginia, lettere d’amore e di avventura

Vita e Virginia Woolf, il libro

Sono stata, per qualche momento, una baronessa inglese degli anni Venti.

E anche un’avventuriera, una grande viaggiatrice e una seduttrice, amante di una creatura mitica come Virginia Woolf per più di vent’anni. In un’unica persona. Ho partecipato alla prima presentazione del libro Scrivi sempre a mezzanotte. Lettere di amore e desiderio di Virginia Woolf e Vita Sackville-West, alla libreria delle donne del Pigneto, Tuba bistrot. E sono stata una delle tante lettrici che hanno dato voce a Vita e Virginia.

La recensione: Scrivi sempre a mezzanotte

Vita e Virginia, scrivi sempre a mezzanotte

Il libro lo ha curato mia sorella, Elena Munafò, per l’editore Donzelli e io l’ho visto crescere poco a poco, appassionandomi alle storie delle due protagoniste. Dalla loro vita è stato tratto anche il film Vita e Virginia, diretto da Chanya Button, che uscirà nelle sale a breve.

Virginia non ha bisogno di presentazioni, anche se in questo libro spicca una sua personalità vivace, ironica e sensuale oltre ogni mia aspettativa. Mi affascina ancora di più, però, Vita, donna di mondo e donna maledetta, lesbica dichiarata e moglie affettuosa, capace di ricevere principi e di mungere le mucche, di scrivere libri di poesia di successo (anche se non proprio bellissimi) e di scalare montagne.

Consigli di lettura

Ecco uno dei suoi racconti.

“Ora non ti dirò nulla della Persia, nulla del suo spazio, del colore, della bellezza, che tu devi dare per scontati.- ma per favore dalli davvero per scontanti, perché sono diventati parte di me, come se si fossero innestati dentro, lasciandomi arricchita per sempre.

Sorridi? Beh, sono stata bloccata in un fiume, ho strisciato tra banchine di neve, sono stata aggredita da un bandito, a tratti bruciata a tratti congelata, ho viaggiato da sola con dieci uomini (tutti sconosciuti), ho dormito in posti assurdi, mangiato a bordo strada, attraversato alti valichi, visto carovane di Curdi e Medi, e torrenti impetuosi, e agnelli neri saltare sotto gli alberi in fiore, ho visto colline di porfido chiazzate da solfato di rame, grandi circoli di montagne innevate, pianure infinite con mandrie sui pendii. (…)

Ho indossato un vestito di seta un giorno, e quello dopo una pelle di pecora e un cappello di pelliccia. Ho incontrato Harold, con delle lettere nella tasca – due lettere di Virginia, che ho letto per prime”.

Vita a Virginia, 9 marzo 1926, Teheran
Calamity legge Vita Sackville-West

In tutto questo, sono tornata a casa e ho trovato A. indignato. Gli sembrava – da giardiniere – che fosse stata data troppa poca enfasi al contributo di Vita alla storia del giardinaggio. Lo accontento dicendo che il giardino del Castello di Sissinghurst, ideato e coltivato da Vita Sackville-West nel Kent è uno dei più belli e famosi d’Inghilterra e, insieme alla rubrica di botanica su The Observer, le è valso la Veitch Memorial Medal dalla Royal Horticultural Society (che dev’essere molto importante). Forse così un giorno o l’altro mi ci porta.

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Scrivi sempre a mezzanotte di Virginia Woolf e Vita Sackville-West
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