Trentasei anni persi! I 40 diventano più vicini dei 30

Calamity al compleanno di 36 anni

Ho scoperto l’altro ieri di avere trentasei anni, mi ero persa un anno per strada.

Ero convinta che questo sarebbe stato il mio 35esimo compleanno. Poi parlando con mia cugina, ho scoperto che mi sbagliavo. Ci sono rimasta un po’ male. Sembra ingiusto che il tempo possa sfuggire via così. Ti distrai un attimo, ed è passato un anno. Sei più vicina ai 40 anni, che ai 30.

“Trentasei anni persi!” avrebbe detto mio nonno sorridendo, al momento di farmi gli auguri. Lo diceva a tutti i figli e nipoti, ogni anno. Non era un rimbrotto, ma quasi un incoraggiamento. La spinta a trovare un “ubi consistam“, come diceva ancora lui, da vecchio professore, convinto dell’importanza di costruirsi le proprie fondamenta, una propria stabilità, un posto dove stare.

Mi piacerebbe dirgli che l’ho trovato, questo punto di equilibrio così importante. Quello da cui Archimede avrebbe sollevato il mondo. E se non è la stabilità economica del posto fisso, è quella di sapere chi sono, su chi posso contare e come voglio crescere i miei bambini. È la voglia di alzarmi (quasi) ogni giorno con il sorriso, e andare per la mia strada.

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