Il primo anno di asilo nido, tutta la verità

Primo anno di asilo nido

L’asilo nido crea dipendenza (alle mamme).

Come una droga di quelle buone all’inizio bastano piccole dosi per prenderci gusto.

La prima volta che il bambino resta da solo al nido, c’è tempo di un caffè con calma. Poi rimane a scuola per un’ora, il tempo di una passeggiata, e pian piano sempre di più, anche se sembra non arrivare mai il momento in cui il piccolo mangerà lì e resterà fino al pomeriggio.

Lo chiamano inserimento, quel periodo di adattamento in cui il bambino si abitua a stare al nido per tempi sempre un po’ più lunghi. In realtà serve per dare assuefazione alla mamma che pian piano si convince che può tornare per qualche ora al lavoro o ai suoi impegni, senza dover mettere in piedi tutta un’organizzazione di nonne, tate, vicini e chi più ne ha più ne metta.

I bambini al nido si ammalano sempre?

Poi, quando la mamma ormai pensa di aver svoltato perché il bambino è sistemato fino alle quattro e mezza, il pupo di ammala. Si ammala sempre e sceglierà di farlo proprio quando la babysitter ha trovato un altro lavoro, una nonna si è iscritta al nuovo corso in palestra e l’altra è partita per il Kenya, mentre il nonno è fuori città. Così almeno succede a noi.

Non importa quanto una mamma sia preparata al fatto che i bambini al primo anno di nido si ammalano, quando succede è devastante. La febbre può venire anche quattro o cinque volte l’anno, secondo la rivista di pediatria Uppa, che chiama “asilite” i malanni che prendono i bambini al nido e dice che fanno bene perché rafforzano il sistema immunitario.

Bambino all'asilo nido

L’età giusta per andare all’asilo nido

Vale la pena, però, di affrontare qualche raffreddore. Al nido i bambini imparano tantissimo:

  • che la mamma va via, ma poi torna sempre,
  • a giocare insieme agli altri,
  • a dormire da soli,
  • oltre a cose utili e un po’ schifose come soffiarsi il naso o andare al gabinetto.

Io amo l’asilo nido e le maestre che mi sembrano magiche e coraggiose come incantatrici di serpenti o domatrici di leoni. Così quest’anno, quando ho dovuto arrendermi e tenere il Picinin a casa per mesi, sono finita in crisi di astinenza.

Una serie di otiti perforanti a ripetizioni ci hanno convinto, su consiglio della pediatra, a non mandare il bambino al nido nei mesi più freddi. Forse lui, a un anno, era troppo piccolo per andare all’asilo nido, la sorellina invece non aveva avuto problemi alla stessa età. Dipende da bambino a bambino, secondo me non c’è un momento giusto uguale per tutti .

L’inverno è passato alla ricerca di una babysitter che lo tenesse al mattino (incredibilmente non l’abbiamo trovata), prove da equilibrista tra i miei turni di lavoro e uno sfruttamento dei nonni ancora più intensivo.

Il ritorno all’asilo nido

Ogni giorno mi svegliavo e guardavo fuori dalla finestra in attesa di un segno che fosse la bella stagione e il bambino potesse tornare a scuola. Una volta abbiamo incontrato la maestra a spasso per il quartiere, mentre mi scapicollavo dalla scuola di Piccolè a casa dei nonni con il Picinin nel passeggino, il computer a tracolla e tre buste della spesa.

Sia io sia il bambino non volevamo più lasciarla andare via. “Resta sempre con noi, non ci abbandonare!”, sembravamo dirle. Quando alla fine ci ha salutato, siamo scoppiati a piangere (tutti e due).

Lunedì, dopo tre mesi, il Picinin è tornato all’asilo. Lui sembra felice e io da una settimana vado in giro con un sorriso a 32 denti e l’aria stralunata, da strafatta. E la mia droga si chiama “nido”.

Sull’asilo dei bambini leggi anche Paura e delirio all’inserimento al nido.

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Il primo anno di asilo nido, tutta la verità
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Il primo anno di asilo nido, tutta la verità
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Quello che c'è da sapere per affrontare con il sorriso l'ingresso all'asilo nido: dall'inserimento ai malanni, ma anche i motivi per i quali è un'esperienza preziosa per i bambini
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