Mamme lettrici: leggere libri dopo la nascita dei bambini

Mamma lettrice legge un libro con bambini piccoli

Lettera per Giorgia, la neo-mamma che ha scritto al biblopatologo di Internazionale per chiedere se recupererà mai la sua “antica e totale passione” per i libri.

Cara Giorgia,

anche io sono una lettrice e una mamma e, pure per me, la nascita dei bambini è stata un trauma nell’antica relazione con i libri. Per più di un anno, ho perso la passione per la lettura. Poi, all’improvviso, ho ricominciato a leggere.

I libri come vizio segreto delle mamme

La riscoperta della lettura è stata una rivelazione. Come una droga, un vizio segreto. Di notte, dopo l’ultimo biberon, quando i bambini finalmente dormono e anch’io riesco a conquistare il letto, io leggo. E non leggo tre-quattro pagine, ma vado avanti e avanti finché non crollo di sonno.

So che dovrei riposare, che i bambini presto si sveglieranno e reclameranno la loro mamma, ma io non riesco a smettere. È proprio come un tempo, quando inventavo scuse per non uscire e perdevo le fermate di autobus (e anche di treni, nei casi più gravi), perché non volevo staccarmi da una storia.

Sono proprio quelle pagine strappate al sonno la mia “fragola al giorno”, il piccolo momento di beatitudine a cui mi attacco per affrontare le giornate no, come consiglia di fare Elasti in una rubrica.

Adesso sono alle prese con l’edizione illustrata dell’autobiografia di Patti Smith, Just Kids (Ecco, 365 pagine in inglese). Quando leggo divento, come lei, un’aspirante poetessa nella New York degli anni Settanta, al Chelsea hotel in compagnia di Janis Joplin, Jimi Hendrix, Gregory Corso e altri personaggi incredibili. Finché non chiudo il libro, è quella la mia realtà. Come stupirsi che non abbia voglia di spegnere la luce?

In attesa che la passione per leggere ritorni

Penso che puoi capirmi e che, anche per te, la passione per i libri presto ritornerà. Ma non avere fretta. Anche perché, quando ricomincerai a leggere, sarà un amore dirompente. Non si preoccuperà delle lavatrici da fare o del sonno da recuperare. Ti renderà, per alcuni, una madre peggiore, ma forse più felice. Di certo sarai ancora più stanca – in quanto mamma ci avrai preso l’abitudine – ma avrai anche una conferma in più di essere sempre la stessa.

Cara Giorgia, resisti, i tuoi libri ti aspettano. Ti abbraccio,

Calamity

Ps. Giorgia, ancora un consiglio. Secondo me, per ricominciare a leggere, ci vuole una “storiona”, un libro lungo e avvincente, non un romanzetto che finisce subito e ti lascia subito nel dubbio di cosa leggere poi.

Durante la mia prima gravidanza, ho chiesto aiuto a un libraio di fiducia perché non riuscivo a trovare la concentrazione per leggere. Mi ha consigliato Il cardellino, di Donna Tart, un macigno di 892 pagine. Ho pensato che non sarei mai riuscita a leggerlo, con tutti i pensieri che avevo. Invece, aveva ragione lui. E, grazie a quel libro, ho superato la prima crisi letteraria da mamma.

Lo “scaffale di romanzi ottocenteschi” di cui ti parla il bibliopatologo nella sua lettera, nel tuo caso, mi sembra un’ottima idea (in attesa della casa di cura bibliopatologica, la stanza insonorizzata chiusa a chiave e la vasca da bagno).


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Come sono tornata a leggere libri da neo mamma con bambini piccoli. Risposta alla richiesta di aiuto di una lettrice al bibliopatologo di Internazionale
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