Prime pappe: 5 trucchi a prova di viaggio

Prime pappe fuori casa

Il momento delle prime pappe è arrivato. Lo riconosco dal fetore di verdure lesse che appesta la casa, dalle schifo-macchie di mela che coprono ogni cosa (e ci restano per sempre, secondo me sono proprio indelebili) e dalle cacche  del pupo non più così “innocenti”. Il Picinin sta diventando grande.

Cominciare lo svezzamento per me significa una cosa prima di tutto: l’emancipazione dall’odiato tiralatte. Posso andare a lavorare (o, magari, anche uscire una sera a divertirmi) senza dovermi spremere il seno come la mucca Carolina. Quindi evviva le pappe, nonostante tutto!

Cibo per piccoli viaggiatori: ecco affrontare le prime pappe in vacanza

Eppure c’è una cosa che rischia di rompere l’incanto. Con lo svezzamento all’improvviso uscire, che sia per una gita, una passeggiata, una vacanza o un grande viaggio, diventa più complicato. L’orario del pranzo incombe come una micidiale ora X che intralcia ogni programma.

Per assurdo è più facile andare in giro con un neonato molto piccolo – di poche settimane – che con un bimbo poco più grande, già svezzato: se la mamma lo allatta, tutto quello di cui il bebè ha bisogno è la tetta e qualche pannolino.

Con Piccolè, però, dopo qualche incidente con le prime pappe in vacanza, ho trovato cinque trucchi per cavarmela anche lontano da casa.

  • Un thermos può salvare la vita.

La prima arma per svezzare un piccolo giramondo è il thermos. È l’alleato fondamentale per affrontare qualsiasi imprevisto e l’ora della pappa senza farsi prendere dal panico. Con Piccolè lo abbiamo continuato a portare con noi, con del cibo di emergenza per affrontare crisi di fame, anche quando la pupa alle pappe preferiva gli spaghetti con le vongole.

  • A scuola di caos per l’alimentazione fuori casa.

Piccolè era un’amante della confusione, le piaceva stare in giro, la folla, le stazioni, quindi per lei è stato facile imparare a mangiare in giro in mezzo al caos. Su una panchina, al parco, seduta su un gradino, in aereo, durante una partita di rugby, era più facile darle la pappa all’aperto che nella tranquillità della nostra cucina. Ora vedremo con il Picinin, che sembra un tipo molto più casalingo, se la capacità di mangiare dappertutto si può imparare.

  • Mangiare con quello che capita.

Oltre all’abitudine a mangiare dappertutto, abbiamo provato a insegnare a Piccolè fin da subito a usare con diversi cucchiaini, piatti e bicchieri. Volevamo evitare che ci fosse una forchettina speciale senza la quale fosse impossibile darle la pappa. Con posate e ciotoline ha funzionato, ci è riuscito molto meno – ahimè – con il biberon che usava quando si svegliava la notte. Solo una volta nel nostro girovagare lo abbiamo dimenticato ed è stata tragedia.

  • In cucina.

Io ho un rapporto difficile con le creme varie liofilizzate dello svezzamento più tradizionale. La tapioca? Ora qualcuno mi spieghi che cos’è la tapioca e cos’ha fatto di male un bambino per mangiare mais e tapioca in polvere. Inoltre una volta preparata la pappa, dopo un po’ queste farine tendono a liquefarsi così sono piuttosto scomode da portare in giro nel thermos. Mi sono trovata molto meglio a imparare a cucinare da sola del cibo adatto anche ai più piccoli.

Per esempio ho scoperto che preparare la crema di riso fatta in casa è semplicissimo: basta

  1. tostare 30 grammi di riso in un padellino,
  2. cuocerli coperti a fuoco bassissimo per mezzora con 150 cc di brodo vegetale,
  3. lasciarli gonfiare fino a quando assorbono tutto il liquido e poi
  4. passarli per trasformarli in crema (io uso il minipimer e non ho mai avuto problemi).

Ho preso spunto in particolare da due libri di cucina per bebè  100 baby pappe. L’alimentazione naturale nel primo anno di vita di Silvia Strozzi e Io mangio come voi. 63 ricette gustose per mangiare bene da 6 mesi a 99 anni a cura dell’ospedale materno infantile Burlo Garofolo, che ho usato quando Piccolè era un po’ più grandicella.

Ho scoperto che esiste anche un libro di ricette pensato apposta per piccoli girandoloni, Baby schiscettaRicette sanesemplicibuone e trasportabili per genitori e bambini in movimento di Alessandro Vannicelli, e non vedo l’ora di leggerlo.

  • Piani di emergenza per le prime pappe in vacanza.

Le prime quattro regole sono utili per andare in giro con dei bimbi all’inizio dello svezzamento ma alla fine è la quinta quella che spesso ci ha salvato la vita: tenere la tetta della mamma come soluzione di emergenza, pensandoci bene prima di toglierla del tutto al bambino, e convincersi che anche un omogenizzato industriale per le pappe in vacanza, quando non c’è niente di meglio, non ha mai ucciso nessuno.

Per la guida completa ai viaggi con i bimbi di Come Calamity leggi anche Viaggiare con bambini (e godersi il viaggio) senza spendere una fortuna.

Pasti in vacanza

E per i bambini più grandi? Trucchi per l’alimentazione in viaggio

Abbiamo la fortuna di avere bambini “mangioni” e non è difficile trovare qualcosa che gli piaccia in viaggio. Più difficile è andare a mangiare fuori senza spendere un capitale o gestire gli attacchi di fame improvvisa. Per questo, in vacanza, abbiamo (quasi) sempre con noi pane e prosciutto cotto, parmigiano, biscotti e un po’ di frutta, per ogni evenienza.

Quella volta che abbiamo fatto una botta di vita e siamo andati alle Seychelles con Piccolè mi ero portata una piccola scorta di generi di sopravvivenza perché lì i supermercati erano carissimi e poco forniti (lo avevo letto su Bimbi e viaggi prima di partire ed era proprio così). All’inizio questa spesa è stata vitale, poi la bimba ha scoperto il pesce alla griglia (lo street food locale) e non ne ha più voluto sapere dei toast.

In generale, in viaggio, cerchiamo di essere tolleranti su patatine, gelati e altre schifezze (senza esagerare), a patto che un po’ di frutta non manchi mai nel menu. Ci sarà tempo a casa per rimettersi in riga, è anche quello il bello delle vacanze.

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4 commenti

  1. Davvero? Mi incoraggia il tuo messaggio perché questi primi esperimenti con le pappe sembrano non finire mai. Contro tutte le aspettative, il Picinin non si sta dimostrando molto interessato al cibo. Solo che è gigante (a sei mesi pesa 9 chili) e il mio latte sembra non bastargli più. Passo un sacco di tempo a cucinare e lui mangia appena tre o quattro cucchiaini! Ma passerà anche questa fase (e in fretta, spero)

  2. È incredibile quanto in fretta ci si dimentichi di certe cose.. Solo 8 mesi fa ero alle prese con brodini e verdure bollite e ora ricordo a stento come ho fatto a uscirne senza svalvolare XD pianti a dirotto alla sola vista del piatto, allatto o non allatto? E l’orario giusto, e il cibo giusto.. Abituare al sapore, offrire varietà. La faccio molto breve, adesso che siamo passati agli arancini e alle polpette siamo tutti moooolto più sereni!

  3. Hai detto tutto! La regola delle tre T: Tetta, Thermos, e di Tutto (abitudine a utensili vari e alimentazione varia) E tenere sempre a portata di mano qualcosa di sgranocchiabile in autonomia compatibilmente con l diverse fasce di età, al fine di gestire eventuali sconfinamenti sull’ora X eheh!
    Ma che bello Viaggiare con loro!!!

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