Guida al trasloco per disordinati cronici e accumulatori

Scatoloni del trasloco a casa nuova

“Sarà uno scatolone da trasloco che ci seppellirà”. Ne ero quasi certa mentre cercavo tra la giungla di scatole di ogni forma e dimensione quella con scritto “Romanzi 1”, mancava solo lei per finire la libreria ma doveva essere rimasta sepolta da qualche parte tra la montagna delle scatole di cartoleria-elettronica-fai da te e la vallata di quelle dei Sacri vinili di A. Non la trovavo da nessuna parte. Disagi del trasloco per disordinati cronici come noi.

Eravamo al giorno 3 dell’era trasloco, in piena estate, con la temperatura sul termometro che saliva e il pancione da sesto mese di gravidanza sempre più grosso. Pensavo che non ne saremmo usciti vivi. A una settimana di distanza, posso dire che il trasloco ad agosto, incinta, si può fare (con qualche accorgimento). Eravamo arrivati a casa nuova con 75 scatoloni e un numero imprecisato di borsone e valige, il giorno dopo già avevamo montato il letto nuovo Ikea  dove dormire, avevamo una cucina più o meno agibile e una cameretta dei bambini quasi pronta. Ora mancano solo il divano, il wifi, qualche lampadina, i comodini, il mobile del bagno e il nome sul citofono.

Trasloco d’estate per disordinati e donne incinte

E dire che siamo due disordinati cronici e A. è anche un accumulatore seriale. Questi sono i dieci consigli, arrivati dagli amici, dal web, dai traslocatori che ci hanno permesso di sopravvivere, finora, al trasloco. Saranno sufficienti?

  • 1 – Trasloco per disordinati: mai senza check-list

Le cose da fare per il trasloco a casa nuova sembrano infinite. Per non perderci nessun pezzo io ho iniziato a fare liste di ogni tipo, per esempio la prima diceva:

– Rogito entro fine mese,

– Cambio residenza il giorno dopo rogito (attenta che rischi di pagare l’Imu come II casa),

– Ordina mobili (minimo letto e divano) prima possibile,

– Scegli e ordina elettrodomestici (presto, non so i tempi, occhio a stop consegna agosto),

– Cambio utenze: elettricità, acqua, gas, rifiuti, internet;

– Pittura casa nuova (chiama per preventivo appena possibile),

– Cambio serratura,

– Trasloco.

  • 2 – Delega tutto il possibile

Noi ci siamo fatti aiutare da amici e parenti sia a imballare, sia a trasportare gli ultimi pacchi e anche a scegliere come arredare casa nuova. I primi tentativi con gli scatoloni mi avevano dimostrato che davvero, incinta, non potevo permettermi di sollevare pesi e, per una volta, sono stata molto ligia in questo. Il rischio, oltre che di fare male al bambino, era di finire KO e non riuscire a occuparmi delle altre centomila cose a cui dovevo pensare per il trasloco. Ci siamo rivolti anche a dei traslocatori professionisti, ma solo per le cose più pesanti e il grosso delle scatole: questo ci ha permesso di accorciare molto i tempi, limitare il rischio di danni e tenere lo stress a livelli accettabili.

  • 3 – Traslocare non è un gioco da bambini

Un’altra cosa che ci ha salvato è il fatto che Piccolè fosse fuori città, al mare con i nonni. Nei giorni clou, pile di pesanti scatoloni ingombravano ogni spazio disponibile, e sarebbe stato impensabile e pericoloso avere bambini in giro ad arrampicarsi, correre e saltare tra i pacchi. Questo, insieme alla facilità degli spostamenti e dei parcheggi “sotto casa” è stato uno dei principali vantaggi di traslocare in estate.

  • 4 – Gli scatoloni da trasloco non sono tutti uguali

Dice il saggio: diffida dagli scatoloni da trasloco che hanno contenuto cibo, potrebbero nascondere larve di insetti e farfalline ed evita quelli troppo grandi, se lo riempi di libri diventano inamovibili. I miei preferiti si sono rivelati gli scatoloni dei detersivi, super resistenti, che il negozio di casalinghi mi lasciava a decine. Abbiamo usato anche degli scatoloni nuovi che ci hanno messo a disposizione i traslocatori, ma per ridurre i costi abbiamo preferito trovarne noi la maggior parte.

5 – L’inscatolamento. Ovvero limitare il caos per sopravvivere al trasloco

Se c’è una cosa in cui ho forzato la mia indole peciona è stato nel riempire le scatole, che ho provato a fare super precisine: partendo con ordine dalla stanza che usavamo meno, eliminando (di nascosto da A.) più roba possibile, e indicando con scritte chiare il numero dello scatolone, la sua stanza di destinazione a casa nuova e il contenuto. Ci è voluto un po’ di più a impacchettare ma è stato molto maggiore il tempo risparmiato a svuotare gli scatoloni. Ci ho messo lo stesso tempo per riempire un’intera libreria che per sistemare due soli scatoloni di mischioni finali, dove era finito di tutto un po’, oggettini vari a cui bisognava trovare un posto. Incredibile quanta roba inutile ero riuscita a portare a casa nuova.
  • 6 – Una tabella Excel ci salverà

Ho raggiunto il massimo dell’efficienza con un foglio di lavoro sul computer, quasi non mi riconoscevo. In una tabellina Excel, condivisa con A, ho indicato tutte le informazioni sulle varie scatole del trasloco, la loro collocazione di destinazione e il loro contenuto. È stato comodo e poi ha testimoniato piano piano come la situazione ci sfuggiva di mano tra la scatola 5 “Camera bambini. Contiene bambole Piccolè, anche Zizi e Chicca e vestitini, no biberon e cavallo Zietto” alla 48 “Sala. Svuotatasche grandmix. Di tutto un po’. Attenta! Anche cose fragili”.

  • 7 – La valigia del trasloco per disordinati

In mezzo al delirio del trasloco, avevo una certezza a cui aggrapparmi: il trolley verde con dentro vestiti e lenti a contatto più i passaporti e altri documenti imperdibili. Qualunque cosa sarebbe successa, lui sarebbe venuto con me. A. aveva solo fatto finta di preparate la sua valigia, nonostante la mia insistenza, e si è trovato a casa nuova con un unico paio di pantaloni da lavoro a disposizione… per tre giorni e con una temperatura di quasi 40 gradi.

  • 8 – L’armonia coniugale

Poche cose mettono alla prova una coppia come il trasloco. C’è la fatica oggettiva, un milione di cose da decidere e da fare, incomprensioni varie. Dopo i primi giorni in cui facevamo a capocciate, con A. abbiamo trovato come soluzione che ognuno faceva quello che voleva, in piena autonomia, limitando il coordinamento allo stretto indispensabile. Forse ne uscirà una casa un po’ schizofrenica, ma da quando ho smesso di provare a fargli fare quello che volevo io, A. mi ha sorpreso: mi svegliavo al mattino e trovavo nuovi mobili montati, rientravo a casa e la cucina era sistemata, all’improvviso avevamo la luce nelle varie stanza. La lavatrice no, quella alla fine ho dovuto prendermela da sola.

  • 9 – La quiete in mezzo alla tempesta

Un’altra cosa che ha aiutato nel trasloco è stato cercare di lasciare un angolo immune al caos, dove potersi sedere un attimo a riposarsi e liberare la testa. A casa nuova ho sistemato per prima cosa la camera di Piccolé e quando sono stanca mi rifugio là dentro per un po’.

  • 10 – La fuga

Nonostante tutto il nostro impegno però il trasloco sembra non finire mai! Anche ora che gli scatoloni sono spariti, abbiamo un letto, una cucina e la corrente elettrica, l’impressione è che ci vorranno settimane prima che sia tutto a posto. La via d’uscita a cui abbiamo pensato è la fuga. Staccare, prendere la pupa con noi – che ci manca tantissimo in questi giorni – e partire, almeno per un finesettimana in campeggio. Del resto, giorno più o giorno meno cambia poco per il trasloco, e per due come noi viaggiare è sempre la soluzione.

 

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