Terribili due anni: un timer ci ha salvato la vita

 

All’improvviso sono esplosi i terribili due anni di Piccolé e un contaminuti ci ha salvato la vita. Ma andiamo con ordine. E’ un sabato pomeriggio e siamo a casa di amici, la bambina si rotola per terra rifiutando di mettersi la giacca per andare via.  Il suo amichetto è già sulla porta. Lei si toglie anche le scarpe, e all’apice della crisi, se le mette in bocca urlando.

Se mi avvicino scalcia fortissimo. Io sono senza parole, mi chiedo dove sia finita la mia bimba dolce e chi sia questo mostro violaceo che sembra averla divorata. Non ha mai fatto niente del genere prima.

In qualche modo riesco ad abbracciarla e a farla calmare e ragionare, ma ne esco con lividi sulle braccia e un senso di terrore per quello che ci riserva il futuro. Ci vedo giusto perché, nei giorni successivi, le crisi da due anni ritornano all’improvviso, nei negozi, per strada, sull’autobus. Diventa una lotta vestirsi per la scuola, sedersi a tavola o mettersi il pigiama. Da bambina tranquilla e un po’ testona, diventa una specie di bomba pronta a esplodere. Alla ricerca di soluzioni di sopravvivenza, incappo nel libro “Disciplina con affetto” di Jerry Wyckoff e Barbara Unell (Red edizioni), consigliato dalla mia amica A., dove trovo una serie di trucchi per gestire “con le buone” i capricci. E’ qui che scopro il contaminuti.

Il contaminuti è un normale timer da cucina (nel nostro caso a forma di banana) che usiamo per trasformare in una gara o in un gioco le cose da fare. Incredibile quanto funzioni. Bisogna prepararsi per uscire: Piccolè, vediamo se riesci a vincere contro il tempo e vestirti prima che suoni la sveglia. Lei si ingarella e accelera. E’ ora di andare a letto: possiamo vedere i cartoni solo finché non parte l’allarme. Lei protesta, ma abbozza. Mettiamo a posto la cameretta, che dici vinco io o vinci tu a riordinare i giochi prima del driiin?

Non è un sistema infallibile, ma funziona molto meglio di quanto avrei osato sperare. E soprattutto sposta l’avversione del bambini contro un oggetto esterno che non sono i genitori, riducendo gli scontri e le fasi “tutto no”. All’inizio usavamo il contaminuti in continuazione, poi è stato via via sempre meno necessario anche se, ancora adesso, a un paio di mesi di distanza, preferisco tenerlo sempre a portata di mano.

 
 

Cinque suggerimenti pratici anti-capricci da Disciplina con affetto (testati e approvati da Piccolè)

  • “Più veloce delle lancette”: il contaminuti. Spesso i bambini amano gareggiare e vincere, con l’aiuto di un timer da cucina i genitori possono creare una gara contro il tempo, la cui premessa sarà: riuscirai a finire prima che suona? I bambini possono però giocare contro il tempo solo se i genitori fungono da sostenitori.
  • Il “periodo neutrale”. E’ una pausa priva di conflitti, come quando il bambino gioca tranquillo dopo un’esplosione di rabbia. E’ il momento più adatto, secondo il libro, per introdurre modelli di comportamento perché i sensi sono quieti e il bambino è più ricettivo.
  • Le “regole”.  Stabilire e rafforzare alcune regole, una serie di aspettative predeterminate e ben note dal bambino che danno risultati e conseguenze conosciute.
  • La “regola della nonna”. Si basa sul vecchio modello educativo: quando avrai fatto questo, potrai fare quest’altro (ciò che il bambino desidera fare). Fornendo un incentivo, ha un’influenza positiva sul comportamento dei bimbi. E’ importante non sostituire il “quando” con il “se” e mantenere sempre le promesse.
  • La “sospensione”. Consiste nel vietare ogni possibile interazione sociale per un dato periodo di tempo. Una tipica sospensione per un bambino può essere quella di stare seduto su una poltrona o in una stanza per un intervallo di tempo, che approssimativamente corrisponde a un minuto di sospensione per ogni anno di età del bambino. Per la fine della sospensione, puntate il contaminuti sul tempo stabilito. E, se il bimbo lascia la postazione prima che abbia suonato, fatelo risedere e impostate di nuovo il timer.
 

 

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1 commento

  1. Anche qui qualche mese fa ci siamo trovati faccia a faccia con quel mostr… con quel bipol… con quell’esserino tanto carino quanto irriconoscibile nei suoi tantrum (uso la versione inglese perché ha un suono vagamente mistico che distoglie dalla potenza distruttiva della cosa).
    Poi non so cos’è successo.. è cresciuto lui (e noi con lui) e abbiamo reimparato un nuovo equilibrio.
    Ma l’idea del contaminuti me la tengo nel cassetto! 😉

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