40!

Non fare tanto il grandone, solo perché oggi fai 40 anni. Ti ho conosciuto che ne avevi 25 e mi sembravi molto più grande di adesso. Ti ho visto cambiare lavoro, città, sport, vestiti, capelli (ok, in questo caso,”cambiare” è un eufemismo). Diventare “una cosa seria”, fidanzato, sposo, padre. Sempre buttandoti a faccia aperta in ogni nuova avventura, facendo casini, incavolandoti, riprovandoci e sbagliando di nuovo, incavolandoti ancora di più, per poi lanciarti in un altro tentativo finché, alla fine, ce l’hai fatta (quasi) sempre.
Ti ho visto raggiungere obiettivi che mai avresti nemmeno pensato, piegare i calzini, la promozione in serie A, navigare nel canale di Beagle, scalare alberi alti come palazzi, cambiare i pannolini. E ancora sei capace di dire una mattina a colazione: c’è un paesino in Nuova Zelanda dove non riescono a trovare lavoratori, che ne pensi? E di cercare un nuovo concerto anche se la mattina la tua sveglia suona prima delle 6. E di scoprire dischi, libri, posti nuovi con la passione di un sedicenne. Ti arrabbi perché credi che non vivrai abbastanza per fare tutto quello che avresti voluto, ma io sono convinta che farai molto di più di quello che hai mai osato sperare. 40 anni, in fondo, sono una sciocchezza per una tartaruga delle Galapagos, una balena della Groenlandia o un elefante giapponese. Perché dovrebbe essere diverso per un gigante insubrico?

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