Rabbia d’artista

C’erano già stati degli indizi. I disegni di Piccolé che avevo attaccato al muro più in basso erano stati staccati e fatti a pezzi. Ma pensavo che fosse successo in un raptus da monella, non in un momento di crisi creativa.  Poi l’ho colta in flagrante.
“Non mi pace!”, urlava l’altra mattina, mentre distruggeva l’ultimo dei suoi lavori. Sembrava un Pollock ubriaco che si accaniva contro le sue tele.
Piccolé ama i colori e passa un sacco di tempo a disegnare. “Bello?”, chiede ogni tanto mostrando uno schizzo. Quello che non avevo immaginato è che questa sua “vena artistica” – chiamiamola così – le scatenasse emozioni tanto intense. Non dev’essere per niente facile avere due anni.

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