Il treno anti-bimbi

Tutti i bambini amano i treni, ma non tutti i treni amano i bambini. Il nuovo chiccosissimo Frecciarossa 1000 Mennea, per esempio, proprio non li può vedere. Soprattutto quelli piccoli e gattonanti, che non pagano il biglietto perché hanno meno di quattro anni. Rischia così di finire una storia d’amore che va avanti da generazioni, rafforzata da chilometri e chilometri di rotaie di legno, trenini elettrici di ogni forma e dimensione e fumanti locomotive.

Nell’ultimo supertreno, Trenitalia ha cancellato in un solo colpo due spazi vitali per i più piccoli: l’area riservata ai passeggini che era presente in ogni carrozza, nei modelli precedenti, e i tavolini del vagone ristorante, un diversivo dove passare un po’ di tempo tra una fetta di torta e un album da colorare. Sembrano cose da poco ma così, incastrati per ore in braccio a mamma o papà, senza un posto a loro assegnato, i bambini resistono all’effetto soporifero del viaggio (che, se fossero stati più comodi, li avrebbe stesi in cinque minuti). Diventano delle mine vaganti per la “gioia” dei genitori e degli altri viaggiatori.

Sapevo di questa fregatura e ho evitato per mesi, nel nostro girovagare tra Roma e Milano, i nuovi Frecciarossa 1000, alla fine però, grazie a un’offerta molto speciale, ho ceduto. Il treno è davvero bello e a un certo punto ho scoperto un optional che mi avrebbe fatto quasi perdonare tutte le altre magagne: un fasciatoio per cambiare i pannolini in bagno! Ma proprio quando Piccolé era già chiappotte all’aria e avevo finito le salviette per pulirla mi sono accorta che nei rubinetti… Non c’era acqua. Quel fasciatoio non era un servizio per i bambini, era una trappola.

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