Searching for Sugar man

ore 21

– Mi hai cercato?

(rumori di fondo, voci, musica)

– Ma dove siete? Siete arrivati?
– Sì, siamo a casa. Piccolé si è addormentata ora.
– Cosa? Oggi c’è il concerto di Rodriguez! Noi siamo tutti qui da un’ora.
– Ma no, un attimo.
(…)
– A. dice che è la settimana prossima.
– Siete matti, è oggi. Noi siamo tutti qui, sta per iniziare.
E così abbiamo (quasi) perso il mio primo concerto dopo essere diventata mamma. In realtà, grazie alla nonna nordica che si è teletrasportata da noi e a una corsa in moto fino a Saxa Rubra (con mezzo quartiere chiuso al traffico per non so che partita), siamo arrivati in tempo per le ultime canzoni. 
– Meglio tardi che mai – ho pensato, ed è abbastanza paradossale per il concerto di un artista che ha mancato il successo da giovane e ha scoperto di essere famoso (anzi famosissimo) dall’altra parte del mondo quando ormai era un anziano muratore che aveva rinunciato a suonare. Ora sembra davvero vecchio e malandato, ma deciso a godersi ogni secondo di quello che sembrava non potesse più accadere e invece ora è realtà.

ps Se non lo avete ancora visto, guardate (nonostante il mio spoiler) Sugar man di Malik Bendjelloul, è una storia pazzesca e uno dei film più belli degli ultimi anni.

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