Aprite quella porta

– E’ dura, eh?
– Un massacro?
– Dev’essere straziante! Un inferno.
– Che momentaccio.
– Coraggio.

La mamma che rientra al lavoro può quanto meno beneficiare della compassione generalizzata di colleghi, amici, parenti, passanti. Come molte cose che riguardano la Sacra Maternità in questo paese spesso i toni sono apocalittici. Io, ad essere sincera, credevo peggio. Ci sono giorni che non ho nessunissima voglia di andare, ma mi è sempre successo. Anzi, di solito, quando mi chiudo la porta alle spalle e sono da sola, sento un brivido di pura libertà. Anche se sto andando al lavoro.

Dopo un paio d’ore che sono fuori la pupa inizia a mancarmi un po’, poi sempre di più. E’ solo dieci minuti prima di uscire, quando arriva l’immancabile imprevisto, che inizio a scapocciare. Tutto il corpo cerca la bambina, il seno gonfio di latte, in naso che non trova il suo odore, le orecchie che temono che da qualche parte lei stia piangendo e io sia troppo lontana anche solo per sentirla.

Quando invece stacco all’ora in cui dovrei staccare, sono felice di essere uscita. Mi sembra addirittura di godermi di più il tempo in cui sto con lei e di essere una mamma migliore, meno distratta. Ho provato a dirlo alle ultime persone che mi facevano quasi le condoglianze per il rientro al lavoro: – In realtà, stamattina, con il sole che c’era sono arrivata alla metro quasi zompettando -. Mi hanno guardato come se fossi pazza. Forse è più semplice compatire la mamma che lavora piuttosto che provare a renderle la vita meno difficile.

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1 commento

  1. Compatire è sempre più facile. Una pacca sulle spalle non la si nega a quasi nessuno in questo paese!

    La questione delle mamme che rientrano al lavoro spesso viene inflazionata da supposizioni – abbastanza giustificate – sulle difficoltà organizzative che vedono maggiormente sofferenti appunto le mamme lavoratrici.

    Certo che fare un lavoro che piace aiuta ad affrontare meglio il distacco, certo che non aver perso il lavoro durante la gravidanza aiuta, certo che riuscire ad organizzarsi per tempo per lasciare i piccoli nella massima sicurezza nelle ore in cui si sarà assenti aiuta, certo che avere i figli ancora piccolissimi e non aver a che fare con incastri di orari fra asilo/scuola/eventuali attività pomeridiane aiuta; ma chi ti guarda spesso non ne sa niente e va "per un'idea" che è consolidata, cioè, che andare a lavorare lasciando un neonato ancora non è semplice per la maggior parte delle donne italiane e non solo per motivi affettivi ma per tutta l'organizzazione che ci vuole anche solo poter aprire quella porta!

    Io quasi zompettavo la prima volta che andai alla metro – e non stavo andando al mio lavoro purtroppo – senza la prima pupa, sono caduta e rialzata e ridevo come un'ubriaca, non oso immaginare cosa pensasse la gente che mi guardava! :)))

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