Canarie con i bambini: a La Gomera, l’isola degli uomini fringuello

Bambini a La Gomera

-Aridatece Playa de las Americas!- Con l’isola de La Gomera non è stato amore a prima vista, c’è voluto del tempo per capire in che posto pazzesco eravamo finiti con i bambini. Appena arrivati, mentre ci addentravamo in una montagna di nebbia e il termometro scendeva sotto i dieci gradi, io continuavo a invocare il Sud di Tenerife. Lo avevamo appena intravisto, prima di imbarcarci con il traghetto c’era stato tempo per due giochi sulla spiaggia di Las Americas.

Mare a gennaio a La Gomera

Ora che la nostra strada saliva in una foresta sempre più fitta, umida e intricata, mi apparivano come un miraggio la spiaggia dorata e assolata, gli ombrelloni e l’acqua cristallina. Avevamo snobbato il Sud di Tenerife per le folle di turisti e le colate di cemento, ma continuavo a pensare che Piccolè avrebbe preferito essere lì a costruire castelli di sabbia piuttosto che sotto questa pioggerella senza fine.

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Viaggio in treno con un neonato di un mese, ecco come fare

Viaggio in treno con un neonato di un mese, la stazione
La mia amica G. mi chiede se si può fare un viaggio in treno con un neonato di un mese ed inaugura così la nuova rubrica La posta di Calamity (se avete dubbi su viaggi con i bambini scrivete a dangefo@gmail.com e sarò felice di provare ad aiutarvi). In realtà, siccome siamo romane, G. mi domanda se è troppo ‘na “pezza” partire in treno con un bambino di un mese, che sarebbe a dire se è troppo faticoso, stancante. Lei ha già un bambino più grande, di tre anni, che andrebbe con loro per una festa di famiglia in montagna in Veneto, dovrebbero star via per tre giorni.
Il mio verdetto, nonostante l’amore per i treni, è abbastanza inesorabile: sì, è ‘na pezza. Questo però non significa che non si possa fare. Per esempio, gli eroici testimoni di nozze sono venuti al nostro matrimonio a Roma da Chiavenna in treno con una bambina di appena due settimane e il fratellino di un anno e mezzo (e noi li amiamo ancora di più per questo). Credo che sia stato il viaggio più stancante della loro vita, e parlo di due persone che si sono attraversate a piedi un pezzo della Patagonia.

10 consigli di sopravvivenza per un viaggio in treno con un neonato

Prima di partire in treno con un bambino di un mese

  • Evita gli orari di punta, soprattutto nelle giornate da bollino “nero” come la Vigilia, Natale o Capodanno. I treni spesso sono semi-vuoti tra le 11 di mattina e le 2 del pomeriggio, e nei giorni infrasettimanali in quegli orari si trovano anche offerte convenienti.
  • Se devi per forza partire in giorni da “bollino nero”, valuta se prenotare un posto anche per il bambino (quando viaggiano gratis non hanno diritto al sedile, qui do un po’ di indicazioni sulle tariffe per bambini di treni e aerei). In alternativa guarda se ci sono offerte per la carrozza Premium dei Frecciarossa o quella Comfort di Italo, di solito sono meno affollate e caotiche. Per trovare i prezzi migliori è meglio prendere i biglietti con il massimo anticipo possibile (è possibile comprare i prezzi fino a 3 mesi prima della data del viaggio), le tariffe più scontate però purtroppo non consentono il rimborso o il cambio in caso di rinuncia alla partenza.
  • Prova a limitare il numero dei cambi di treno, che sono sempre fattori di stress, anche quando non si viaggia con bambini piccoli.
  • Prenota i posti vicino alle porta della carrozza del treno (è possibile selezionarli anche acquistando i biglietti on line). In alcuni Frecciarossa c’è lo spazio per tenere una carrozzina o un passeggino in corrispondenza dei sedile 17A, 17B e 18A in seconda classe (purtroppo nel nuovo Frecciarossa 1000 lo hanno eliminato, come ho scritto qui Il treno anti-bimbi).
  • Preferisci quando possibile le carrozze vicine al vagone ristorante, di solito è al centro del treno, meta di veri e propri pellegrinaggi per ingannare il tempo.

Il giorno del viaggio in treno con un neonato

  • Riduci il più possibile i bagagli. Il sito Universal packing list ti può aiutare a selezionare cosa portare per viaggiare leggero in treno con un neonato. Tieni separata dal resto la borsa del cambio e sempre a portata di mano.
  • Io amo le stazioni, ma sono rumorose, sporche e affollate per un neonato. Non arrivare con troppo anticipo rispetto alla partenza del treno o aggiungerai altra stanchezza a quella del viaggio.
  • Se hai bisogno di un bagno per cambiare il neonato, i Frecciarossa 1000 e i treni Italo hanno fasciatoi nelle toilette. Sugli altri treni, spesso, la soluzione migliore (e la più igienica) è evitare i bagni e cambiare i bambini direttamente sul tavolino o su un sedile.
  • Fatti aiutare. Fatti accompagnare in stazione, chiedi aiuto per caricare in treno passeggini e bagagli, sbologna i bambini quando possibile ai compagni di viaggio (papà o chi per lui), salva ogni minuto possibile per recuperare un po’ di sonno.
  • Se le cose si mettono male e i bambini sono nervosi, prova a spostarti nello spazio tra due carrozze, davanti alle porte. Si balla un po’ e c’è un rumore infernale, ma su Piccolè questo aveva un effetto ipnotico. Inoltre così sfuggi alle occhiate di odio degli altri viaggiatori, e anche questo aiuta.

Aggiornamento dopo il primo viaggio con Picinin

Dopo aver provato sulla nostra pelle un viaggio in treno il giorno di Natale con un bambino di un mese, posso confermare tutto quello che ho scritto. In particolare:

  • Viaggiare in treno con un neonato è un po’ “na pezza” ma si può fare.
  • Avere un posto nelle carrozze meno affollate può fare la differenza. Noi siamo riusciti a trovare un’offerta per la carrozza Premium del Frecciarossa e abbiamo deciso di viaggiare all’ora di pranzo, così anche in un giorno da “bollino nero” avevamo mezzo vagone per noi.
  • I fasciatoi dei bagni dei treni, quando ci sono, sono insidiosi. Nell’unica toilette funzionante della nostra carrozza il fasciatoio era così inclinato che sembrava uno scivolo, pericolosissimo. Meglio usare un tavolino qualsiasi e avere con sé una borsa-fasciatoio per ogni occasione.

Io sono una mamma pasticciona, disorganizzata e caotica, però sui viaggi con i bambini tiro fuori un’efficienza mostruosa e ho una certa esperienza. Per questo spesso mi chiedono consigli su cosa fare, dove andare e cosa portare per una vacanza con bimbi piccoli. Se hai dei dubbi puoi provare a scrivere a La posta di Calamity scrivendomi su Twitter, Facebook o via email a dangefo@gmail.com. Sarò felice di provare ad aiutarti.

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Passavo per Londra, mini-vacanza con bebè

Io sono stata la prima volta a Londra a 15 anni, sono tornata con i capelli verdi, un occhio nero e un cd dei Clash. Piccolé, invece, c’era già stata ancora prima di nascere, quando era nel pancione, ed è tornata adesso a meno di un anno. Direi che le è molto piaciuta. E questa Londra per bambini è piaciuta anche a noi.
Per esempio siamo stati in una vera fattoria con gli animali, la Stepney city farm, a due fermate di metro dalla City. Abbiamo scoperto così che in inglese il gallo non fa chicchirichì ma cock-a-doodle-doo e dato da mangiare a un gatto, una capretta e tre porcellini d’India.

Abbiamo poi visto un mago che faceva bolle di sapone giganti con due bastoni e musicisti di strada che suonavano strumenti misteriosi, come un calderone di ferro bucherellato. C’era anche un artista che trasformava in mini-opere d’arte colorate le gomme da masticare incollate sul millennium bridge (della serie Sono Pazzi Questi Inglesi). E una manifestazione contro il “Falso Dalai Lama” (della serie Sono Pazzi Questi Inglesi 2).

Abbiamo trovato (quasi) sempre il sole, tanto che a riguardare le foto non sembra neanche di stare a Londra, e ci siamo goduti i parchi del centro, ma anche i canali più a Est, i London fields e un mercatino che non conoscevamo (Broadway market) con gli amici che vivono a Londra e M. che arrivava da Parigi per stare un po’ insieme. Quando pioveva ci siamo rifugiati alla Tate Modern che si è rivelata molto accogliente anche per i bambini piccoli.

Per tre giorni abbiamo scombussolato la casa, la testa e la vita a G., lo scapolone amatissimo da Piccolé che ci ospitava. Già dopo poche ore ha iniziato a sentirsi male, è arrivato a vomitare, a non dormire la notte, a stare sempre peggio, è guarito solo quando siamo ripartiti. Secondo me aveva un caso lampante e abbastanza grave di allergia ai poppanti. Ma lui nega.

Se ti è piaciuto questo articolo, non perderti la guida on line di ComeCalamity.it Viaggiare con i bambini (e godersi il viaggio) senza spendere una fortuna

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