Parigi di bistrot in bistrot: 100 locali da medaglia

I migliori bistrot di Parigi
Bistrot a Parigi, foto di A.

Io amo i bistrot di Parigi e le terrasse con i tavolini da cui osservare il via vai lungo strade, piazze e boulevard. Qui puoi mangiare e bere con pochi soldi a (quasi) ogni ora ma soprattutto goderti la compagnia degli amici o di un libro sentendoti un po’ artista, un po’ rivoluzionaria, molto parigina. Così quando ho saputo che il sindaco di Parigi, Anne Hidalgo, aveva premiato i 102 migliori bistrot della città, mi sono messa alla ricerca della lista, che pubblico qui sotto quartiere per quartiere.

I requisiti per partecipare alla selezione erano semplici: la cucina aperta tutto il giorno, un lungo orario di apertura, un bancone dove si potesse mangiare e uno spirito popolare, quindi prezzi accessibili, dimensioni “umane” e una programmazione di appuntamenti e concerti.

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Parigi con bebè: solo bagaglio a mano

E alla fine abbiamo portato Piccolé a Parigi. E’ dove io e A. ci siamo conosciuti, 13 anni fa, nell’ostello di fronte allo studio dove dormivamo questa volta con la bambina. La nostra strada è cambiata in questi anni, hanno aperto nuovi locali, abbiamo trovato nuovi negozi e facce nuove. A farci sentire a casa c’erano sempre però le baguette calde della boulangerie all’angolo, la signora scorbutica alla reception e – naturalmente – gli amici ancora in città.

Siamo stati solo tre -ventosissimi, gelidi – giorni a metà marzo ma sono bastati a portare Piccolé in alcuni dei nostri posti preferiti e a scoprire insieme il parco della Villette, pieno di giochi per i bambini. C’era persino un drago gigante dove arrampicarsi per poi fare lo scivolo lungo la lingua di fuoco. Io poi mi sono innamorata della giostra vintage dedicata a Jules Verne.

La bimba ha sgambettato attraverso i passage, le gallerie coperte che si snodano qui e là per la città, a volte luccicanti di vetrine, altre volte tutte sgarrupate, ogni tanto affollate, più spesso deserte. Ha visto la casa del Marais dove vivevo con un’amica durante l’Erasmus (26 metri quadrati) e il passaggio “segreto” di rue de Barres per arrivare alla Senna e alle isole. Ha passato un pomeriggio di chiacchiere e giochi in una birreria sul canal Saint Martin guardando i passanti. E’ venuta con noi al Jardin de Plantes, destinazione del primo appuntamento con A.,  e al caffé della Moschea, alla faccia dei fondamentalisti di ogni religione.

E’ stato emozionante, essere a Parigi con Piccolé per la prima volta. Ed è stata anche l’occasione per raggiungere un traguardo fondamentale: tornare a viaggiare con SOLO BAGAGLIO A MANO. Ora non ci ferma più nessuno.

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