Prime pappe: 5 trucchi a prova di viaggio

Prime pappe fuori casa

Il momento delle prime pappe è arrivato. Lo riconosco dal fetore di verdure lesse che appesta la casa, dalle schifo-macchie di mela che coprono ogni cosa (e ci restano per sempre, secondo me sono proprio indelebili) e dalle cacche  del pupo non più così “innocenti”. Il Picinin sta diventando grande. Cominciare lo svezzamento per me significa una cosa prima di tutto: l’emancipazione dall’odiato tiralatte. Posso andare a lavorare (o, magari, anche uscire una sera a divertirmi) senza dovermi spremere il seno come la mucca Carolina. Quindi evviva le pappe, nonostante tutto!

 

Prime pappe per piccoli viaggiatori: ecco come ho fatto

Eppure c’è una cosa che rischia di rompere l’incanto. Con lo svezzamento all’improvviso uscire, che sia per una gita, una passeggiata, una vacanza o un grande viaggio, diventa più complicato. L’orario del pranzo incombe come una micidiale ora X che intralcia ogni programma. Per assurdo è più facile andare in giro con un neonato molto piccolo – di poche settimane – che con un bimbo poco più grande, già svezzato: se la mamma lo allatta, tutto quello di cui il bebè ha bisogno è la tetta e qualche pannolino. Con Piccolè, però, dopo qualche incidente con le prime pappe, ho trovato cinque trucchi per cavarmela anche lontano da casa.

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Pozione magica per notti di sonno continuo

 Bambino dorme tutta la notte con sonno senza risvegli
A che ora era stata l’ultima volta che avevi allattato il bambino? Quanto era durata? Dove eravate? In che posizione? Quale luce era accesa o spenta? La porta era aperta o chiusa? C’erano state coccole prima o dopo? A che ora era andato a nanna? Aveva molto sonno? Come si era addormentato? Aveva il ciuccio o no? Come eri vestita tu? E lui? Quanta gradi segnava il termometro? E che avevi mangiato? A che ora? Cosa avevate fatto quel giorno? Eravate stati molto in casa? Eravate usciti? Chi avevate incontrato? Avevate ascoltato della musica? E che cosa? A che volume?

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