Quanto costa un neonato: AAA nonno cercasi

Quanto costa un neonato, vestitini e non solo

“Quanto costa un neonato?”. La domanda della mia collega A., davanti a un caffè, mi coglie alla sprovvista e mi dà lo spunto per la nuova rubrica di Chiedilo a Calamity. Ho studiato e, secondo un’indagine dell’Osservatorio nazionale Federconsumatori i costi di crescere un bambino nel primo anno di vita hanno raggiunto 7 mila euro come minimo nel 2016 tra passeggini, pannolini, vestiti e giochi. Anche in un articolo sulla Repubblica del 21 marzo, un demografo che insegna all’Università di Firenze, Gustavo De Santis,  dà la stessa cifra. Questi calcoli sono lontani dalla mia esperienza che, grazie all’aiuto di cugine e amiche con figli, a un po’ di shopping sul web e un po’ di acquisti di seconda mano ha visto spese di poco superiori ai mille euro l’anno per  Piccolè.

I veri costi di un neonato

Non è questo però, che vuole sapere la mia collega, che è precaria come me e in più, vive lontano dalla sua famiglia. La fanno un po’ ridere queste stime che tengono conto dei costi per un bebè come lo scalda-biberon o il rialzo da sedia. Dimenticano la cosa più importante: chi tiene il bambino? Come se in Italia tutte le mamme potessero stare in maternità l’intero primo anno di vita dei loro piccoli e le ragazze non fossero in gran parte lavoratrici precarie o autonome, per le quali già stare a casa i primi tre mesi dopo la nascita di un bebè appare come un lusso.

Una babysitter costa almeno 600 euro al mese a Roma e allora, o ci sono i nonni, vicini, in pensione, in salute e disponibili a tenere i bambini, oppure fare figli se lo possono permettere in pochi. La situazione migliora un po’ se il neonato va al nido:

  • L’asilo nido comunale ha costi variabili, ma che possono essere abbastanza ridotti se non si ha un reddito elevato – noi paghiamo sui 150 euro al mese – ma accetta bebè nel primo anno di vita solo se sono nati entro la fine maggio ed è aperto al massimo fino alle 16.30, un orario a cui è impossibile liberarsi per la maggior parte dei lavoratori.
  • Un’alternativa c’è e sono i nidi privati che hanno spesso orari più compatibili con quelli di ufficio ma, in questo caso, i costi si moltiplicano di almeno tre o quattro volte.

 

Quanto costa un neonato? L’amara verità

“Vedi che ho ragione io, quindi e con quanto costa un neonato non ce lo possiamo permettere“, ha concluso sconsolata la mia collega. La legge di stabilità del 2017 prevede qualche sostegno in più per i neo-genitori: 800 euro una tantum per le prime spese con il bonus Mamma domani. Inoltre è stato esteso anche alle lavoratrici autonome il bonus nido o baby sitter fino a 600 euro al mese, che finora era riservato solo alle dipendenti, anche se è solo per tre mesi. Si tratta di provvedimenti sacrosanti, ma purtroppo non bastano a far cambiare idea alla mia amica.



Io sono una mamma pasticciona, disorganizzata e caotica, però so tirare fuori un’efficienza mostruosa e ho una certa esperienza. Per questo spesso mi chiedono consigli soprattutto sui viaggi, trucchi low cost e strategie di sopravvivenza con i bambini piccoli. Se hai dei dubbi puoi scrivere a Chiedilo Calamity contattandomi su TwitterFacebook o via email a dangefo@gmail.com. Sarò felice di provare ad aiutarti.



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Pasqua sulla neve: la valigia dei bambini per la montagna

Pasqua sulla neve: cosa mettere in valigia

Siamo quasi in partenza per le vacanze Pasqua sulla neve. Abbiamo colto l’ultimo momento possibile per mantenere la promessa di portare Piccolè in montagna e così raggiungeremo i cugini di A. in Val d’Aosta per qualche giorno. E’ il momento di fare le valigie che mai come stavolta mi sembrano complicate: andiamo in treno quindi dobbiamo portare borse più leggere possibili, e andremo in montagna. Per la prima volta, ora che la bimba ha due anni e mezzo, non porteremo il passeggino. Ci sarà la neve, ma siamo ad aprile – quindi potrebbe anche fare caldo – e vorrei anche portare anche qualcosa di carino per la festa. A complicare le cose c’è il fatto che l’ultima versione del sito Universal packing list, che di solito uso in questi casi, al momento non è personalizzabile come le precedenti. Quindi devo cavarmela da sola. Ecco la mia lista.

Valigia della bimba per Pasqua sulla neve

Biancheria intima e cambio

  • mutadiine e calzini
  • calzemagia
  • canottiere
  • pigiama
  • pannolini per la notte
  • salviette
  • crema per il cambio
  • asciugamanino
  • mini-sapone e shampo
  • spazzola
  • spazzolino e dentifricio
  • crema solare
  • burro di cacao

Vestiti

  • magliette a manica lunga
  • vestitino
  • micropile
  • pile pesante
  • felpe
  • pantaloni tuta-leggins
  • tutina da sci
  • pantalone impermeabile

Per il freddo

  • piumino
  • guanti
  • cappelli (uno pesante più uno leggero)
  • sciarpa o collo
  • scarpe: da ginnastica, galoche imbottite tipo dopo-sci, ciabattine
  • paio di occhiali da sole

Mai senza

  • biscotti e snack
  • libretto
  • quaderno e colori
  • giochi da viaggio
  • bambola per dormire
  • biberon
  • lucina per dormire
  • zaino da trekking porta-bimbi.
Non sono molto convinta. Ho dimenticato qualche cosa?

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Viaggio in treno con un neonato di un mese, ecco come fare

Viaggio in treno con un neonato di un mese, la stazione
La mia amica G. mi chiede se si può fare un viaggio in treno con un neonato di un mese ed inaugura così la nuova rubrica La posta di Calamity (se avete dubbi su viaggi con i bambini scrivete a dangefo@gmail.com e sarò felice di provare ad aiutarvi). In realtà, siccome siamo romane, G. mi domanda se è troppo ‘na “pezza” partire in treno con un bambino di un mese, che sarebbe a dire se è troppo faticoso, stancante. Lei ha già un bambino più grande, di tre anni, che andrebbe con loro per una festa di famiglia in montagna in Veneto, dovrebbero star via per tre giorni.
Il mio verdetto, nonostante l’amore per i treni, è abbastanza inesorabile: sì, è ‘na pezza. Questo però non significa che non si possa fare. Per esempio, gli eroici testimoni di nozze sono venuti al nostro matrimonio a Roma da Chiavenna in treno con una bambina di appena due settimane e il fratellino di un anno e mezzo (e noi li amiamo ancora di più per questo). Credo che sia stato il viaggio più stancante della loro vita, e parlo di due persone che si sono attraversate a piedi un pezzo della Patagonia.

10 consigli di sopravvivenza per un viaggio in treno con un neonato

Prima di partire in treno con un bambino di un mese

  • Evita gli orari di punta, i treni spesso sono semi-vuoti tra le 11 di mattina e le 2 del pomeriggio, e nei giorni infrasettimanali in quegli orari si trovano anche offerte convenienti.
  • Se devi per forza partire in giorni da “bollino nero”, valuta se prenotare un posto anche per il bambino (quando viaggiano gratis non hanno diritto al sedile, qui do un po’ di indicazioni sulle tariffe per bambini di treni e aerei). In alternativa guarda se ci sono offerte per la carrozza Premium dei Frecciarossa o quella Comfort di Italo, di solito sono meno affollate e caotiche. Per trovare i prezzi migliori è meglio prendere i biglietti con il massimo anticipo possibile (è possibile comprare i prezzi fino a 3 mesi prima della data del viaggio), le tariffe più scontate però purtroppo non consentono il rimborso o il cambio in caso di rinuncia alla partenza.
  • Prova a limitare il numero dei cambi di treno, che sono sempre fattori di stress, anche quando non si viaggia con bambini piccoli.
  • Prenota i posti vicino alle porta della carrozza del treno (è possibile selezionarli anche acquistando i biglietti on line). In alcuni Frecciarossa c’è lo spazio per tenere una carrozzina o un passeggino in corrispondenza dei sedile 17A, 17B e 18A in seconda classe (purtroppo nel nuovo Frecciarossa 1000 lo hanno eliminato, come ho scritto qui Il treno anti-bimbi).
  • Preferisci quando possibile le carrozze vicine al vagone ristorante, di solito è al centro del treno, meta di veri e propri pellegrinaggi per ingannare il tempo.

Il giorno del viaggio in treno con un neonato

  • Riduci il più possibile i bagagli. Il sito Universal packing list ti può aiutare a selezionare cosa portare per viaggiare leggero in treno con un neonato. Tieni separata dal resto la borsa del cambio e sempre a portata di mano.
  • Io amo le stazioni, ma sono rumorose, sporche e affollate per un neonato. Non arrivare con troppo anticipo rispetto alla partenza del treno o aggiungerai altra stanchezza a quella del viaggio.
  • Se hai bisogno di un bagno per cambiare il neonato, i Frecciarossa 1000 e i treni Italo hanno fasciatoi nelle toilette. Sugli altri treni, spesso, la soluzione migliore (e la più igienica) è evitare i bagni e cambiare i bambini direttamente sul tavolino o su un sedile.
  • Fatti aiutare. Fatti accompagnare in stazione, chiedi aiuto per caricare in treno passeggini e bagagli, sbologna i bambini quando possibile ai compagni di viaggio (papà o chi per lui), salva ogni minuto possibile per recuperare un po’ di sonno.
  • Se le cose si mettono male e i bambini sono nervosi, prova a spostarti nello spazio tra due carrozze, davanti alle porte. Si balla un po’ e c’è un rumore infernale, ma su Piccolè questo aveva un effetto ipnotico. Inoltre così sfuggi alle occhiate di odio degli altri viaggiatori, e anche questo aiuta.

Aggiornamento dopo il primo viaggio con Picinin

Dopo aver provato sulla nostra pelle un viaggio in treno il giorno di Natale con un bambino di un mese, posso confermare tutto quello che ho scritto. In particolare:

  • Viaggiare in treno con un neonato è un po’ “na pezza” ma si può fare.
  • Avere un posto nelle carrozze meno affollate può fare la differenza. Noi siamo riusciti a trovare un’offerta per la carrozza Premium del Frecciarossa e abbiamo deciso di viaggiare all’ora di pranzo, così anche in un giorno da “bollino nero” avevamo mezzo vagone per noi.
  • I fasciatoi dei bagni dei treni, quando ci sono, sono insidiosi. Nell’unica toilette funzionante della nostra carrozza il fasciatoio era così inclinato che sembrava uno scivolo, pericolosissimo. Meglio usare un tavolino qualsiasi e avere con sé una borsa-fasciatoio per ogni occasione.

Io sono una mamma pasticciona, disorganizzata e caotica, però sui viaggi con i bambini tiro fuori un’efficienza mostruosa e ho una certa esperienza. Per questo spesso mi chiedono consigli su cosa fare, dove andare e cosa portare per una vacanza con bimbi piccoli. Se hai dei dubbi puoi provare a scrivere a La posta di Calamity scrivendomi su Twitter, Facebook o via email a dangefo@gmail.com. Sarò felice di provare ad aiutarti.

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