Mini-guida di fotografia per bambini

Lezioni di fotografia per bambini

Dai selfie alla reflex. Piccolè si è impossessata della macchina fotografica e, a meno di quattro anni, ha iniziato a fare le prime foto. Lasciarla fare mi è sembrato il minimo, dopo averla bersagliata di scatti da prima che nascesse. Il click della fotocamera dev’essere stato uno dei rumori che ha imparato a riconoscere fin da quando era nel pancione. Era piccolissima quando ha iniziato a interessarsi per le foto che le mostravamo e affascinarsi alle storie che raccontavano. Così ho pensato ad alcuni giochi e semplici lezioni per avvicinarla alla fotografia, come una mini guida on line di fotografia per bambini piccoli. Forse può servire anche a qualche adulto, a fianco di consigli più tecnici (come questo corso della Nikon).

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Caccia al pediatra: come iscrivere il neonato alla Asl

Visita del pediatra per neonato

La burocrazia non perdona e non lascia scampo nemmeno a un bimbo appena nato. Ancora il bebè non ha capito bene cosa gli è successo, come mai c’è tutta questa luce e, soprattutto, dov’è finito il suo pancione che deve cimentarsi nella “caccia al pediatra”. Si tratta di un gioco di abilità che i genitori e il bebè devono superare per ottenere l’iscrizione dal medico di base.

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#Nonpartosenza. I miei indispensabili in viaggio con bebè

I miei #nonpartosenza, indispensabili in viaggio con bebè
Con questo post accetto la sfida di Silvia (Trippando.it) di trovare i cinque pezzi che non mancano mai nella mia valigia per un viaggio con Piccolè (2 anni e mezzo). Solo cinque? Ho pensato, è impossibile. E proprio per questo ho deciso di provare. I miei #nonpartosenza sono:
  1. Un vestito colorato per sentirmi bella.
  2. Quaderno e colori per il diario di viaggio.
  3. La bambola Lalla perché è una grande viaggiatrice.
  4. Il biberon perché se no è tragedia.
  5. La GoPro perché fa subito avventura.
Prima di svelare un po’ di più di questi oggetti, vi racconto quello che non entra mai nella mia valigia.  Io considero quasi proibito in vacanza portare:
  1. Bagnoschiuma e simili. Pesanti e reperibili facilmente in tutto il mondo. Unica deroga ammissibile per una piccola saponetta e un flaconcino di shampo mini.
  2. Ombrello. Tanto quando piove è sempre in camera o in campeggio.
  3. Accappatoio. Occupa tanto di quello spazio che non ne vale la pena.
  4. Vestiti per più di tre giorni. La regola è uno lo metti, uno lo lavi, uno di scorta.
  5.  Fondotinta e altri trucchi. Con il sorriso da vacanza basta il rimmel e un po’ di terra.

Il vestito colorato

Mi sento una madre snaturata ad aver pensato, per prima cosa, al vestito per me e non a cosa mettere alla pupa. Ma cinque oggetti erano davvero pochi e le foto delle vacanze restano per sempre. Mi sono stufata di scorrere gli album di viaggio e trovarmi di fronte a QUEI bermuda, che non donerebbero neanche a una modella, e quelle T-shirt sformate. Metto in valigia pochissime cose, in genere tre cambi di cui uno molto sportivo, ma che mi piacciono e mi donano. Quindi al mio vestito, di solito lungo, scollato e molto colorato, non rinuncio. Piccolè mi perdonerà, tanto più che lei – soprattutto se siamo in posti caldi – andrebbe in giro sempre nuda come un pesce.

Quaderno e colori

Il vecchio diario di viaggio con l’arrivo di Piccolé si è trasformato. Ora il suo ruolo principale è di passatempo durante gli spostamenti o al ristorante. La bimba trascorre un sacco di tempo a disegnare e colorare e i suoi capolavori affiancano (e molto spesso sovrastano) i racconti di viaggio che la mamma si ostina a scrivere lì a fianco. Mi ricordo una volta, sulla terrazza del Rockfeller center di New York in mezzo a un vento terribile, lei che continuava a scarabocchiare mentre gli altri turisti le scattavano foto senza parole.

La bambola Lalla

La bambola di pezza Lalla è un’altra presenza costante delle nostre vacanze con la bambina. Primo perché è sempre allegra, anche durante le disavventure che possono capitare in viaggio, e mette di buon umore tutta la famiglia. Poi Piccolè dorme con lei, la porta a spasso e le racconta quello che facciamo. Ogni tanto la bimba dice che “Lalla è stanca” e allora ci fermiamo a riposare o a fare merenda, anche se magari quel giorno Lalla è rimasta a casa. La bambola è diventata una sorta di alterego di Piccolè (oltre a una scusa per ottenere dosi extra di biscotti o caramelle, perché “Sono per Lalla”).

Il biberon

Il biberon di Piccolè è uno, unico e inimitabile. Ci è capitato di dimenticarlo a casa solo una volta, ed è stata una tragedia perché il suo bibo è l’unico modo per farla riaddormentare quando si sveglia prima dell’alba, di solito tra le cinque e le sei di mattina. Non è bastato essere vicini alla casa dei miei cugini che hanno tre bambini e ci hanno messo a disposizione biberon di ogni forma e dimensione. Nessuno poteva andare bene.  Nessuno era IL biberon. Credo che non lo dimenticheremo mai più.

La GoPro

In principio era la macchina fotografica reflex. Ne portavamo due, una io e una mio marito, e persino di due marche diverse, con due diversi set di obiettivi non compatibili tra loro, caricabatterie, schede e quant’altro. Poi è arrivata Piccolè e la voglia di fare foto si è impennata, ma anche la quantità di bagagli che portiamo con noi. Così la mia reflex è rimasta a casa, per fortuna c’era la GoPro. La GoPro è molto di più di una mini telecamera sportiva subacquea, larga come una carta di credito e leggerissima. Una volta aggiunto lo schermo posteriore per vedere quello che si scatta, è anche una macchina fotografica avanzata e a prova di bambini. Noi non potremmo partire senza.

E per te? Quali sono i tuoi #nonpartosenza? 

 

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