Natale e altri imprevisti

Cose che capitano a un ignaro due-mesienne nelle feste di Natale.
Nella tribù Dangefò le celebrazioni natalizie iniziano più o meno l’8 dicembre e durano un mese pieno: stipare in una sola settimana tutte le cene, i pranzi e le rimpatriate sarebbe stato impossibile. E così non siamo ancora alla vigilia ma già è successo che:

  1. Piccolé si ritrova vestita da renna (all’insaputa dei genitori).
  2. Babbo Natale vuole assolutamente fare la foto con lei (terrorizzandola).
  3. La pupa riceve tanti regali che nemmeno l’intera tribù di Brad e Angelina.
  4. Si addormenta nel caos in braccio a mamma (e si risveglia cullata da una proproprozia acquisita).
  5. Un bambino incontrato al ristorante la adotta come bambolotto (e se la vuole portare a casa).
  6. La bimba conquista una quantità di poppate anti-panico da overdose di latte.
  7. Ha più foto del principino George (secondo me la sua prima parola sarà “selfie”).
  8. Finisce dentro al presepe tra il bue e l’asinello.
  9. Atterra con una zampata l’albero di Natale più chic della famiglia.
  10. A furia di brindisi della mamma, è già pronta per i baby-alcolisti anonimi.
ps Quasi dimenticavo… buon Natale a tutti!
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Al parco – Questione di stile (e di termometro)

Il termometro balla tra i 5 e i 25 gradi e l’abbigliamento diventa una roulette russa, soprattutto per i più piccoli. E così, al parco, quando tre mamme si incontrano subito sbirciano l’una nella carrozzina dell’altra in cerca di conforto.
Mamma 1 – bimba con tuta imbottita da neve, cappello in pile e guanti.
Mamma 2 – tutina in ciniglia, giacca e coperta leggera.
Mamma 3 – vestitino di cotone, scaldacuore e lenzuolino.

Le tre si osservano e si convincono di aver sbagliato tutto, così la volta dopo mettono ai pupi:
Mamma 1 – vestitino di cotone, scaldacuore e lenzuolino.
Mamma 2 – tuta imbottita, cappello in pile e guanti.
Mamma 3 – tutina in ciniglia, giacca e copertina.

Ma ancora non ci siamo, i bebè sono semi-congelati o bolliti per il caldo e allora, la volta ancora dopo…
Mamma 1 – tutina in ciniglia, giacca e copertina.
Mamma 2 – vestitino, scaldacuore e lenzuolino.
Mamma 3 – tuta imbottita, cappello in pile e guanti.

Bisognava uscire dal loop. Ho iniziato a portare con me quasi tutto il guardaroba della bambina, dal copricostume al piumino da neve. Ma nonostante la borsa da giro del mondo, Piccolé si è raffreddata: ha il naso chiusissimo e fa fatica persino a mangiare o ad addormentarsi. Proprio adesso che sembrava arrivare il freddo vero a semplificare le cose.

ps L’angolo delle buone notizie. E’ uscito il bando Inps per i buoni per nido o babysitter, sono fino a 3.600 euro a neonato se la mamma rinuncia al congedo parentale.

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Pannolini e champagne

Ore 20.06, la pupa dorme già, io perdo tempo su Facebook.
C – Sto per fare un bagno caldo e ho una coppa di champagne (credevo succedesse solo nei film).
V – Ahah! Brava.
C – Ne era avanzato un po’ e A. è a Milano… mica potevo farlo sgasare.
C – Certo lo champagne fa un po’ a cazzotti con i pentoloni dell’acqua sul fuoco, fondamentali per un bagno veramente caldo a casa mia.
V – Aahaha! Allora non sono l’unica a fare il bagno così. Che poi diventa una volta l’anno infatti.
C – Non me ne parlare, è il primo dalla nascita di Piccolé.
V – Goditelo allora! A dopo

Ore 21.54
C – Non ci voglio credere, si è svegliata appena sono entrata in acqua!
V – La legge di Murphy per le mamme.
C – Sembrava una commedia di serie Z. All’inizio ero convinta che fosse un’allucinazione uditiva. Ma convinta proprio. Mi dicevo, rilassati! E’ solo nella tua testa. E invece piangeva davvero…
C – Non volevo arrendermi così l’ho messa con la sua sdraietta vicino alla vasca, poi con il piede la cullavo, poi cantavo le sue canzoni preferite. Tutto pur di non dire addio al bagno.
C – Niente da fare, era sempre più disperata. Per calmarla almeno un po’ ho dovuto prenderla in braccio (senza nemmeno asciugarmi e rivestirmi). Altro che serata di relax, col freddo che fa è già tanto se non mi viene la broncopolmonite.
V – Oh mamma.

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