La scomparsa di Babbo Natale

Un messaggio minatorio a fianco dell’ascensore ci ha accolto al ritorno dalle feste. Denunciava il furto di un Babbo Natale di feltro e lanciava maledizioni sul ladro e la sua famiglia. Non abbiamo avuto bisogno di raggiungere il nostro pianerottolo per sapere chi doveva essere la vittima, la violenza dell’invettiva parlava da sè.

Ecco infatti sulla porta della nostra vicina una corona natalizia al posto del vecchietto vestito di rosso. Sulla porta accanto, dove abita la sorella, un Babbo Natale identico a quello sparito era ancora al suo posto, a rendere più beffarda la situazione.

Basta molto di meno di questo a mandare su tutte le furie la nostra vicina. Una volta ci ha urlato contro di tutto per il rumore di una cena, erano alle nove e mezza di sera. Ci ha anche scritto una lettera di fuoco perché degli amici fumavano sul nostro terrazzino. Ha poi preteso che comprassimo uno stuoino extra lusso identico al suo. E passa le notti a gridare da sola, al telefono o contro la sorella. Questa, da parte sua, evita ogni contatto sociale. Persino sulla sua porta, accanto al sorridente Babbo Natale, c’è la scritta “Vietato suonare e bussare”.

Io conosco da sempre le nostre Patti e Selma (vivo nella casa che era di mia nonna), ma A. è terrorizzato dalle due sorelle. “Guardati alle spalle! – mi raccomanda – Quando torni dalla spesa non lasciare nemmeno un secondo la pupa sul pianerottolo. E qualunque cosa succeda, urla forte!”.

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Un messaggio dal passato

E’ mezzanotte. Ho appena vinto un testa a testa particolarmente duro con Piccolé per metterla a nanna quando vedo un messaggio sul telefono.
 “Ciao, sn X! Ti ricordi di me? Ti avevo portato da Bujmegen a Weeze to catch your aereo… non so dove sei adesso, ma la mia sorella sta a milano ora e sta cercando un posto per dormire… so che è tardi ma mi sei venuta in mente”.

Al momento non capisco, non ricordo assolutamente di essere mai stata in un posto chiamato Bujmegen, né tantomeno di Weeze. Poi un flash. Cinque o sei anni fa, in un momento molto scapestrato, sono andata a trovare degli amici a Utrecht. Per risparmiare, nonostante avessi solo un weekend libero, avevo preso un volo low cost per una città tedesca, da cui dovevo prendere un pullman e poi un treno per arrivare da loro.

Al ritorno è successo l’inimmaginabile: il treno olandese è arrivato in ritardo (quasi fosse un espresso italiano qualsiasi) e ho perso il pullman per l’aeroporto. Mi trovavo in Olanda e avevo un’ora per raggiungere a tutti i costi un aeroporto sperduto da qualche parte in Germania. Disperata, mi sono messa a fare l’autostop e così ho incontrato X, che stava andando in Austria ma era disposta ad allungare un po’ per non farmi perdere l’aereo. Non l’ho più sentita da allora. Il suo sms, in un momento in cui rischio di annegare tra pannoloni e poppate, mi è sembrato un messaggio dal passato. Diceva: te la caverai come te la sei sempre cavata, non per niente ti chiami Calamity.

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Natale e altri imprevisti

Cose che capitano a un ignaro due-mesienne nelle feste di Natale.
Nella tribù Dangefò le celebrazioni natalizie iniziano più o meno l’8 dicembre e durano un mese pieno: stipare in una sola settimana tutte le cene, i pranzi e le rimpatriate sarebbe stato impossibile. E così non siamo ancora alla vigilia ma già è successo che:

  1. Piccolé si ritrova vestita da renna (all’insaputa dei genitori).
  2. Babbo Natale vuole assolutamente fare la foto con lei (terrorizzandola).
  3. La pupa riceve tanti regali che nemmeno l’intera tribù di Brad e Angelina.
  4. Si addormenta nel caos in braccio a mamma (e si risveglia cullata da una proproprozia acquisita).
  5. Un bambino incontrato al ristorante la adotta come bambolotto (e se la vuole portare a casa).
  6. La bimba conquista una quantità di poppate anti-panico da overdose di latte.
  7. Ha più foto del principino George (secondo me la sua prima parola sarà “selfie”).
  8. Finisce dentro al presepe tra il bue e l’asinello.
  9. Atterra con una zampata l’albero di Natale più chic della famiglia.
  10. A furia di brindisi della mamma, è già pronta per i baby-alcolisti anonimi.
ps Quasi dimenticavo… buon Natale a tutti!
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