Treni di notte e altre avventure


Treno di notte

Illustrazione di Simona Dimitri tratta dal libro Di notte, Libri cucù di Edizioni Usborne

 

Il treno di notte è l’ultima fissazione di Piccolè (4 anni). Tutto è nato da una delle “storie” del papà. Le storie del papà sono, in realtà, disavventure varie che capitano ad A. e che, agli occhi di Piccolè, diventano delle gesta eroiche. Un grande classico è la storia di quando il papà è caduto dalla moto, che la bambina chiede di raccontare quasi ogni giorno.

Per me è uno spasso, perché il papà si trova costretto ad assumere – nel racconto – un atteggiamento zen nell’affrontare gli imprevisti (che non è proprio nella sua natura).

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Il treno di notte è un altro classico di questa saga. È la storia di una volta in cui il papà era a Bergamo per lavoro e, bloccato nel traffico, ha perso l’ultimo treno da Milano per Roma. Il prode non si arrendeva e trovava – grazie al telefonino – un altro treno speciale che, da un’altra stazione, lo portava a casa in tempo per la colazione viaggiando tutta la notte.

In effetti, devo riconoscere che è una storiona e poi ci sono tantissimi mezzi di trasporto – una passione di Piccolè – il pullman da Bergamo, la metropolitana a Milano, ben due treni, di cui uno notturno. Fatto sta che, a furia di raccontare questa storia, il papà ha iniziato a viaggiare con treni notturni sempre più spesso nel suo pendolarismo Roma-Milano.

Viaggiando in treno di notte A. riesce a passare una serata in più a casa con i bambini e arrivare a destinazione al mattino presto, abbastanza riposato. Poi però succede, come l’ultima volta, martedì scarso, che il treno delle 23.50 da Roma Tiburtina per Torino “scompare”.

 

Il papà e il treno scomparso 

Il tabellone segna un ritardo di due ore. In stazione è tutto chiuso, non c’è nessuno a cui chiedere informazioni. Dopo un’ora arriva un ferroviere che spiega che il locomotore del treno è stato dato a un altro convoglio. L’unica soluzione per arrivare a Milano (quasi) in tempo è partire con il primo Frecciarossa, alle 6 di mattina del giorno dopo, da Stazione Termini, dopo una fantastica notte in bianc. A rendere la situazione ancora più entusiasmante è il fatto che, alle 2 e mezza, chiude la sala d’attesa di Tiburtina e prima delle 4 non apre quella di Termini. Così A. si trova a vagare, a piedi tra le due stazioni in cerca di una panchina dove riposarsi un po’. Ma non demorde, e anche stavolta, riesce a raggiungere la meta in qualche modo.

Appena Piccolè lo scopre, ne fa sicuramente un’altra delle sue “storie del papà”.

Informazioni utili per viaggi in treno di notte

Al di là delle disavventure di A., ci sono alcune cose da sapere per viaggiare con i treni di notte. Infatti, non tutti i treni sono uguali e non tutti i vagoni. I treni notturni offrono varie sistemazioni dalle più economiche con un normale posto a sedere, dove passare la notte seduti, a quelle più lussuose con scompartimenti singoli e doccia calda privata.

Poi ci sono le situazioni intermedie come le cuccette comfort da quattro posti e quelle da sei. I letti sono sistemati “a castello” e, al momento della prenotazione, si può indicare la posizione preferita, in alto, in basso o intermedia. Le donne che viaggiano da sole possono richiedere uno scompartimento tutto femminile

I vagoni letto offrono, infine, un servizio più comodo con sistemazioni da uno, due o tre passeggeri. Per gruppi di viaggiatori più numerosi, come per esempio, una famiglia con bambini, è possibile prenotare due scompartimenti comunicanti che possono diventare un unico ambiente. Attenzione: tutti i viaggiatori, anche per le tratte nazionali, devono avere un documento di identità.

Viaggio in treno notturno

I viaggi in vagone letto più belli

Per noi non è ancora arrivato il momento di un viaggio notturno in treno (già mi immagino alle 3 di notte a fare su e giù per il corridoio con il Picinin in versone demone urlante coperto di fuoco). Ma posso sempre sognare. E questi sono i viaggi in treno di notte a cui sono più legata.

  • destinazione Parigi. Impossibile non citarlo al primo posto: è il treno del primo viaggio con A., quando ci siamo conosciuti. Lui è arrivato con il notturno di Milano all’ostello dove ero in vacanza con mia cugina e dove ci siamo incontrati per la prima volta. Da Parigi con quel vagone letto siamo ripartiti per tornare in Italia insieme. 
  • treno di notte per Palermo. Da Roma il viaggio è lentissimo, ma reso speciale da una certezza: l’arancino del bar del traghetto con cui il treno attraversa lo stretto di Messina. Anche il paesaggio non è niente male.
  • in cuccetta in India. Tra Agra, la città del Taj Mahal, e Varanasi, lungo il sacro Gange, un’immersione nell’India più vera in treni stipatissimi, colorati e rumorosi, ma con cuccette comode sopra le attese (basta non farsi impressionare troppo dai topini che corrono sotto i sedili).

Leggi anche la guida Viaggiare con i bambini (e godersi il viaggio) senza spendere una fortuna e come affrontare viaggi in treno con un neonato.

Viaggio in cuccetta in India

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Come i treni di notte sono diventati una passione di famiglia. Le informazioni su come prenotare cuccette o vagoni letto e gli itinerari notturni più belli
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