Natale al Sud e al Nord: trova le differenze

Natale a Sud e Nord Italia

Buon Natale a tutti! Per noi anche questo sarà un Natale in viaggio, tra Roma e Varese. Dopo quindici anni di trasferte natalizie possiamo dire la nostra sulle differenze nelle tradizioni di Natale al Sud Italia e al Nord (oltre che avere un modo per moltiplicare le feste, gli amici e i parenti da incontrare e le occasioni mangerecce).

Che giorno è la festa di Natale

Al Sud la tradizione vuole una grande festa alla Vigilia, con un menu di pesce, e il bis al pranzo di Natale. Mentre al Nord la Vigilia si mangia “magro” e poi il festone è a Natale con sia il pranzo e la cena di bagordi.

Ad aumentare la confusione c’è il fatto che la mia famiglia ha l’abitudine di festeggiare anche un Natale anticipato con tutti quelli che poi il 25 saranno sparsi per le varie feste. Per esempio quest’anno il pre-Christmas è stato il 22 dicembre (a volte arriva anche molto molto prima).

I parenti a Natale al Nord e al Sud

Le feste di Natale , sia al Nord o al Sud, nella nostra famiglia sono sempre molto affollate. A Roma si sfiora, per l’immancabile Natale anticipato, quota 40 persone tra zii e cugini.

La differenza principale, però, non è tanto nel numero di commensali quanto nel “tipo” di parentela. Al Sud sono tutti zii, i fratelli dei miei genitori e anche i cugini e vari amici di famiglia. Da bambina chiamavo anche il macellaio zio Ciccia, prima che si desse alla macchia per scappare da debiti di gioco. Al Nord invece fanno un sacco di distinguo: usano “zii” solo per fratelli e sorelle dei genitori, nel dubbio, secondo me, si chiamano “cugini”. 

Il menu di Natale dalla Sicilia alla Lombardia

La cena della vigilia è di tradizione mangiare “di magro”. Ma mentre al Nord questa regola è presa abbastanza alla lettera – a casa dei nonni di A. si mangiava solo pasta con le acciughe. A Sud “magro” viene interpretato come “pesce” e, allora, largo agli antipasti di mare, e poi sottoli, verdurine, pasta con le vongole e spigola con la maionese. Aspettiamo tutti insieme la mezzanotte giocando a carte, a tombola e (soprattutto) a Saltacavallo*. A mezzanotte, poi, spumante, pandoro e panettone scartando i regali.

Al Nord, il menu di Natale non potrebbe essere già diverso. Il piatto d’onore, infatti, sono i cappelletti in brodo preparati tutti insieme il giorno della Vigilia. Prima c’è ogni delizia di antipasti, dal patè con ricetta rigorosamente segreta, salumi, formaggi, salse, mostarde, crostini, e altro ancora. Dopo i cappelletti per i più audaci c’è anche l’agnello con le patate. E tra i dolci, il panettone la fa da re, mentre il pandoro viene accompagnato da una crema d’uovo al mascarpone.

La crema al mascarpone si mangia anche con dei datteri freschi giganti che non siamo mai riusciti a trovare al di fuori della Lombardia. Per assurdo, sono forse il cibo “tipico” lombardo di cui A. sente di più la mancanza da quando si è trasferito.

Albero o presepe?

Al Nord l’albero di Natale è il simbolo della festa per eccellenza. A casa della nonna nordica le palle si tramandano di generazione, alcune sono antiche e preziose, da tenere lontane dai bambini.

A Roma, è invece il presepe la decorazione più importante. Napoli è vicina e spesso “rimpiazzare” qualche statuina sbeccata o cercare qualche nuovo pezzo è una scusa per una gita nelle botteghe di San Gregorio Armeno durante l’Avvento. Nonostante tutte queste attenzioni, spesso, alla mezzanotte nessuno trova il “bambinello”, che è stato nascosto chissà dove. La caccia alla statuina perduta diventa così un’altra delle tradizioni del Natale.

I regali di Natale dal Mezzogiorno al Nord

La differenza più grande tra il nostro Natale al Nord e al Sud è però nei regali. A Roma, infatti, un po’ per il numero spropositato di zii e cugini, un po’ per opporsi al consumismo, nella mia famiglia facciamo un solo regalo a testa. Ogni anno si fa un’estrazione per vedere chi lo fa a chi. I regali vengono consegnati dai bambini più grandi alla fine della cena di Natale anticipato in rigoroso ordine di nascita, dal più piccolo al più grande.

A Varese, invece, i regali sono tantissimi. Tutti fanno regali a tutti. Dicono che li faranno solo per i bambini, ma poi invece ci sono doni a volontà, scartati tutti insieme in una grande e allegra confusione. Spesso sono regali molto belli, ma una volta, all’apice del caos, ho scartato un pacchettino e dentro ci ho trovato… una lavanda vaginale. Quando si dice una vera sorpresa.

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*Saltacavallo è il gioco perfetto da fare quando si è mangiato e bevuto troppo in compagnia. Ognuno ha davanti a sé tre monete. Il banditore dà a turno una carta a testa e in base alla carta può succedere qualcosa a una delle monete. Per la precisione, con il fante una moneta passa al giocatore a sinistra, con il re a quello a destra, con il cavallo salta a due giocatori dopo e con l’asso finisce nel bottino del futuro vincitore. Con le altre carte non succede nulla. E’ un gioco abbastanza passivo, bisogna solo ridere quando qualcuno muore, perché finisce le monete, o risorge (in questo gioco la resurrezione è sempre possibile). Vince chi rimane per ultimo con almeno una moneta e prende tutto il malloppo.

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