Compleanni e prove di volo

Compleanno di Piccolè

“Piccolè, oggi compi quattro anni, hai un sogno per il tuo compleanno?”
La bimba cerca le parole, è emozionata, poi inizia: “ecco… io vorrei volare da un tetto all’altro, saltare e cadere giù ma senza farmi male, e poi rientrare dalle finestre, come Lady Bug*!”.

“Se vuoi possiamo salire in cima al nostro palazzo, c’è un terrazzo segreto dove possiamo giocare, senza dirlo a nessuno”.
“Possiamo anche saltare giù? Dai mamma, solo un pochino…”.
Buon compleanno, super Piccolé. Sogna sempre in grande (ma niente prove di volo, per favore).

Scrivo questo post con giorni di ritardo. I festeggiamenti sono stati intensi con così tante torte – con gli amici, a scuola, con i nonni,… – che a un certo punto Piccolé mi ha chiesto: “mamma, ma quanti anni ho adesso che ho spento tutte queste candeline?”. “Come quanti anni hai, amore? Hai quattro anni”. Mi ha guardata con la faccia di chi la sa lunga: “no, mamma, la festa per i quattro anni l’avevamo fatta ieri!”.

C’è stato anche un momento di pathos quando il papà, la notte prima della festa, ha pensato bene di svenire e sbattere la testa contro il termosifone del bagno. Secondo me, terrorizzato dalle orde di bambini in arrivo, cercava una buona scusa per sparire. Si sarebbe rifugiato persino in ospedale, pur di trovare un po’ di tranquillità. Non ha funzionato e, dal pronto soccorso, ce lo hanno rimandato a casa con quattro punti sulla fronte e una valanga di esami, giusto in tempo per la festa.

*la supereroina protagonista del cartone Miraculous, l’ultima fissazione di Piccolè che ha soprannominato tutti i suoi pupazzi Elsa-LadyBug (tutto attaccato), che siano bambole, cani di peluche o cavalli a dondolo.

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