Città contro campagna con i bambini

Campagna con i bambini

Altro che “c’è la mucca muuu”, nella vecchia fattoria l’attrattiva maggiore per un bambino piccolo è quel mondo misterioso che striscia, stride, vola negli angoli più oscuri. Avevo preso in giro una mia amica, scappata alla velocità della luce dalla campagna con i bambini quando ne aveva trovato uno con in bocca un pezzo di ragnatela: stava assaggiando i ragni che si nascondevano dietro il battiscopa. Stavolta, con Picinin che, a dieci mesi, gattona e si arrampica da tutte le parti, mi veniva meno da ridere.

Un fine settimana al casale dei nonni, vicino Viterbo, è diventato una prova di sopravvivenza. Per fortuna, ai ragni, il piccoletto preferisce le mosche che sono abbastanza furbe da non farsi acchiappare da quelle sue ditine (o almeno a non lo abbiamo colto in flagrante). Nonostante questo, ce la siamo visti brutta almeno una decina di volta  in due giorni di mini-vacanza in campagna con i bambini. Bambino piccolo alla fattoria

Pericolo in vista: bambini piccoli in campagna

Questi sono solo i primi allarmi rossi che mi tornano in mente (e dire che io sono, di solito, una mamma abbastanza tranquilla, per non dire sciagurata).

  1. Il camino. Una specie di calamita acchiappa bebè. Per quante barriere metto tra il pupo e il fuoco, lo trovo sempre a un millimetro dalle fiamme scoppiettanti.
  2. I ferri del camino. Se anche riusciamo a evitare di grigliare il pupo insieme alle salsicce, ci sono proprio lì accanto una serie di attrezzi degni di un boia medioevale tra pinze, attizzatoi e pale pesantissime. Al bambino sembrano un gioco fantastico.
  3. Le scale. Nelle case di campagna ci sono le scale. I nonni previdenti possono anche mettere un cancelletto per bebè, ma di sicuro è aperto quando il pupo si trova nei paraggi (soprattutto se la sorella maggiore continua a fare su e giù per giocare)
  4. Il bosco. Se in casa, il pericolo è dietro l’angolo, puoi pensare di rilassarti con una bella passeggiata al tramonto nel bosco… e rischiare di prenderti una fucilata, visti i cacciatori che scorrazzano tra le fronde.
  5. Anche solo dare da mangiare agli animali può essere meno rilassante di quello che sembra. Nella gioia di dare da mangiare alla cavalla dei vicini, Shakira, un po’ di fieno è caduto nel passeggino del Picinin, proprio sui piedini. Ce ne siamo accorti proprio mentre i dentoni si stavano avventando sul pupo. E ho capito perché si dice “denti da cavallo”.

Fattoria con i bambini

La magia della campagna con i bambini

Ci eravamo appena ripresi dalla disavventura con il cavallo che Piccolè, 4 anni, ci ha guardato con occhi sognanti: “La posso cavalcare?”. Le abbiamo risposto che Shakira era una cavalla grande, per grandi cavallerizze e lei non era mai salita nemmeno su un pony. Per niente scoraggiata ha rilanciato: “posso cavalcare un unicorno, allora?”.

Scoprire che gli unicorni non esistevano, non ha per niente raffreddato il suo entusiasmo. Per lei, bambina di città, un cavallo vero non è meno magico di un cavallo volante. E ne aveva proprio lì uno in carne, ossa e criniera. Anche il fratellino sembrava entusiasta soprattutto di cani e mosche, ma pure delle galline e degli altri animali di cui sono pieni libretti e filastrocche per bambini, ma che non fanno parte della sua vita quotidiana. E che gioia poter stare all’aria aperta, sporcarsi di terra, raccogliere foglie ed erbe, scoprire le stelle. Poco prima di addormentarsi Piccolè ha detto “sai mamma, il casale è il mio posto preferito”. E pure il  Picinin, con le guance arrossate dal vento, sembrava d’accordo (sempre a patto di sopravvivere).

Bambino di 10 mesi alla fattoria

ps Faccio outing. Io sono nata a Roma e non ho mai pensato di poter vivere fuori da una metropoli. A. invece è cresciuto in un paese e ha sempre sognato di vivere in una realtà piccola o, ancora meglio, in campagna. Mi sa che i bambini hanno deciso da che parte stare (tanto, in ogni caso, di un altro trasloco non se ne parla).

Campagna con i bambini .

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