Convincere la zia a non avere figli in meno di 12 ore

Bambini giocano con la zia senza figli

Prendi una giovane zia senza figli un sabato mattina. Tutto inizia con un innocente invito a pranzo. La zia non sa che i bambini sono malati e il papà è al Nord, o forse lo sa ma non ne coglie a pieno le conseguenze.

Ore 13 – Arrivano l’ignara zia e un’amica. Le vengono propinate le polpette dalle forme aliene di Piccolè con piselli (crudini) e riso in bianco (scotto). La mamma fissa il vuoto con un’espressione assente, non dorme da tre giorni. A movimentare la situazione ci pensa  il Picinin che tenta di strozzarsi con una crosta di pane.

Ore 14 – Di fronte allo stato comatoso della mamma, la zia la invita a fare un riposino. Starà lei con i nipotini. La mamma si tuffa al letto con uno scatto che nemmeno alle Olimpiadi. Un secondo e dorme.

Ore 15 – La mamma ronfa. La zia colora, racconta storie, gioca con le bambole, canta canzoni. Piccolè intanto cerca di uccidere il fratellino con il passeggino-a-scontro (gioco che consiste nel lanciare il fratellino a tutta velocità contro il muro), facendogli fare la capriola e il salto mortale e lanciandosi su di lui nel lettino stile banzai.

Ore 16 – Il Picinin dorme. Piccolè porta alla zia 15 libri da leggere “come le maestre”. La collezione include testi letali come il libro che racconta le feste di compleanno di tutti i personaggi di Frozen, compresa la renna.

Ore 17 – Si sveglia il Picinin con un pannolino radioattivo, si sveglia anche la mamma ma è monopolizzata da Piccolè in crisi di gelosia. La zia cambia il pannolino  e scopre così che il pupo ha imparato come tuffarsi dal fasciatoio e mentre lo spoglia, lava, asciuga, increma e riveste lo deve anche mettere KO a ripetizione mentre lui si alza, si rigira e si rivolta indomito.

Ore 18 – Entrano in scena i nonni, accolti con giubilo anche dalla zia che, non avendo pargoli, è ancora in quella fase in cui mantiene una sana distanza di sicurezza dai propri genitori.

Ore 18.10 – Dopo dieci minuti di terzo grado nonnesco, la zia capisce che ancora non è pronta per “tornare nel nido” con figli al seguito.

Ore 18.30 – I nonni tengono i bimbi, la mamma e la zia escono. Il piano prevede di passare a comprare un regalo e andare a un aperitivo a villa Pamphili. La mamma si commuove di fronte a scaffali di reggiseni e costumi, li vorrebbe tutti (basta che non siano quelli da allattamento).

Ore 20 – Che la festa abbia inizio!

Ore 24 – La zia accompagna la mamma-Cenerentola, stramorta di sonno e in ritardo per la poppata, a casa. “Certo che i figli ti condizionano proprio tutto”, le fa. La mamma prova a rispondere: “Sono anche la cosa più bella che ci sia mai capitata”. “Questo però non lo dici mai”, ribatte la zia, poi saluta la mamma (e va a ballare).

 

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