Neve a Roma e bebè: mai ‘na gioia per i secondogeniti

La neve a Roma con bebè

I telegiornali non ne parlano ma sono loro le vere vittime della neve a Roma. I neonati con fratelli grandi-ma-non-troppo sono stati i più colpiti dalla nevicata e dalle temperature glaciali. Il Picinin, a tre mesi, ci ha anche preso una pallonata di neve nella carrozzina, lanciata “per sbaglio” dalla sorella maggiore. Non ha apprezzato.

Mentre i neonati senza fratelli si godevano il caldo a casina, i mini-secondogeniti sono stati buttati giù dal letto alle prime luci del mattino dalle urla eccitate dei bambini “grandi”. “C’è la neve! C’è la neve!”. Il tempo di una poppata e di un cambio un pannolino ed eccoli incastrati in una tutina da neve ereditata. Erano fuori all’addiaccio ancora prima di capire che cosa stesse succedendo, metti che poi la neve si scioglieva e i fratelli maggiori si perdevano la prima nevicata della loro vita.

Neve a Roma: il Cupolone imbiancato

 

Neve a Roma e bebé: le foto ricordo

I bebè figli unici sarebbero usciti solo più tardi, coperti come per una spedizione al Polo Nord, dopo lunghe consultazioni, e sarebbero rimasti in giro giusto il tempo di una foto ricordo. Poi sarebbero tornati subito alle loro camerette e ai loro giochi.

I secondogeniti, invece, sono rimasti fuori per ore tra pupazzi di neve, battaglie di palle di neve e incontri con gli amici dei fratelli grandi, e ci hanno rimediato al massimo un paio di scatti. I più paparazzati sono stati ancora una volta i figli maggiori che giocavano e saltavano nella neve. Erano più fotogenici dei piccolini che borbottavano nella carrozzina domandandosi dove fossero finite le loro mani, sepolte sotto guanti e copertine.

Bambini giocano a palle di neve a Roma

Così dei veri piccoli eroi delle giornate di ghiaccio, si perderanno le tracce. Negli anni si ricorderà quella volta che Piccolé ha mangiato due chili di neve prendendola per gelato. Sarà difficile che a qualcuno venga in mente: ehi, c’era anche il Picinin. E’ stato per tre ore al gelo, domandandosi a cosa fossero dovuto tanto freddo e tanta eccitazione. E a tre mesi non ha potuto bere nemmeno la cioccolata calda che, secondo me, gli spettava di diritto.

Cioccolata calda a Roma sotto la neve

ps La dura vita dei secondogeniti si era delineata fin dalla gravidanza del Picinin, tanto che era nato il Comitato di difesa del fratellino minore.

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