Canarie con i bambini: a La Gomera, l’isola degli uomini fringuello

Bambini a La Gomera

-Aridatece Playa de las Americas!- Con l’isola de La Gomera non è stato amore a prima vista, c’è voluto del tempo per capire in che posto pazzesco eravamo finiti con i bambini. Appena arrivati, mentre ci addentravamo in una montagna di nebbia e il termometro scendeva sotto i dieci gradi, io continuavo a invocare il Sud di Tenerife. Lo avevamo appena intravisto, prima di imbarcarci con il traghetto c’era stato tempo per due giochi sulla spiaggia di Las Americas.

Mare a gennaio a La Gomera

Ora che la nostra strada saliva in una foresta sempre più fitta, umida e intricata, mi apparivano come un miraggio la spiaggia dorata e assolata, gli ombrelloni e l’acqua cristallina. Avevamo snobbato il Sud di Tenerife per le folle di turisti e le colate di cemento, ma continuavo a pensare che Piccolè avrebbe preferito essere lì a costruire castelli di sabbia piuttosto che sotto questa pioggerella senza fine.

Trekking a La Gomera

 

Innamorarsi de La Gomera

E’ stato al mattino dopo, quando la nebbia si è alzata, che abbiamo iniziato a scoprire la magia di la Gomera. La nostra casa era un puntino rosso sulla costa brulla, dalle finestre si vedeva l’Oceano, le scogliere e qualche fattoria. Il vento soffiava così forte che ho capito perché si dice che “ululi”, faceva paura.

Bimbi giocano in paese a La Gomera

Il paesino, Alojera, sembrava dimenticato dal mondo, con le sue casette bianche e squadrate tipiche delle Canarie. C’era un unico negozio aperto, un bar-alimentari che era tale e quale a uno spaccio del Far West. La prima volta che ci siamo andati gli scaffali erano quasi tutti vuoti, abbiamo potuto comprare solo wurstel, uova, pane, latte e banane. La spiaggia, poco più giù, era incredibilmente protetta dai venti, non c’era nessuno.

Bambini al mare a La Gomera alle Isole Canarie

Alla ricerca di qualcosa da mangiare, abbiamo attraversato mezza isola, passando nella Laurisilva, una foresta incantata di alberi che somigliano all’alloro, muschi, edere e licheni. Ogni angolo poteva celare il nascondiglio di un elfo o una fata. Al di là della foresta, il paesaggio si faceva desertico, e c’era il sole! Le temperature salivano fino a 25 gradi e abbiamo scoperto anche spiagge dove fare il bagno, a Villa Gran Rey. Qui c’era un po’ più di vita, e abbiamo sentito per la prima volta anche il silbo.

Il parco di Garajonay a la Gomera

 

Il linguaggio della foresta gomera

Il silbo è una lingua rarissima, fatta di fischi simili al canto degli uccelli, che veniva usata tradizionalmente a La Gomera dai pastori. Ha una storia eroica perché la resistenza anti-franchista usava i fischi del silbo, che si sentono a chilometri di distanza, per comunicare da una cima all’altra dell’isola, tanto che il generalissimo l’aveva messo fuori legge. Con il ritorno della democrazia, questa lingua stava venendo dimenticata e solo negli ultimi anni ha ripreso a diffondersi grazie alla sua iscrizione nel patrimonio dell’umanità dell’Unesco e al suo insegnamento nelle scuole gomere.

 

Eravamo sempre più affascinati da la Gomera, dove gli unici stranieri sembravano essere qualche pensionato tedesco e autostoppisti hippy. Ce n’erano tantissimi, su strade così poco trafficate che davano l’impressione di poter essere da anni lì in attesa di un passaggio. Ci stavamo addentrando tra boschi e paesini sperduti come Agulo, quando a Piccolè è salita la febbre. Così per gli ultimi giorni io e lei siamo rimaste a casa, mentre gli “uomini di casa” uscivano per procacciare del cibo e ne approfittavano per qualche escursione nei dintorni, nel parco nazionale del Garajonay.

Tutta l’isola della Gomera è riconosciuta come riserva della biosfera e ha 650 chilometri di sentieri, dei quali diversi adatti anche con i bambini. Ma noi non abbiamo potuto provarli, perché Piccolè è guarita appena in tempo per prendere il traghetto che ci avrebbe portato a La Palma, terza tappa del nostro viaggio alle Canarie. Ci piacerebbe tornare a La Gomera, magari con qualche maglione in più, magari non a gennaio e magari non con un neonato. Sembra incredibile che in Europa ci sia un posto così.

 

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