Vacanze di Natale a Roma con bambini (molto) piccoli

Vacanze di Natale a Roma con bambini: il Colosseo

 

Era il momento di uscire dal nido. Il Picinin aveva quasi un mese e aveva visto il mondo là fuori solo a piccole dosi. Avevamo passato quasi tutto il tempo a casa ad annusarci e imparare a conoscerci. L’occasione per andare a scoprire cosa c’era oltre la porta è arrivata con le prime feste sotto Natale e gli amici nordici in visita a Roma per tre giorni di vacanza con i bambini.

Abbiamo deciso che Piccolè avrebbe saltato la scuola e che tutti insieme saremmo partiti alla scoperta della città eterna come turisti. Avevamo una truppa di nani di età tra i 20 giorni e i 6 anni ed eravamo armati di una carrozzina, un passeggino e una fascia per neonato.

 

Bambini in vacanza a Roma per Natale

 

Vacanza di tre giorni a Roma con i bimbi

Il piano era andare a spasso come turisti giusto per qualche ora, nei momenti più caldi della giornata, seguendo i ritmi e i giochi dei bambini. Anche così siamo riusciti a toccare diversi luoghi irrinunciabili per la prima visita a Roma, e anche a respirare un po’ di aria di Natale. Per esempio, a piazza Venezia, abbiamo assistito all’allestimento di Spelacchio, l’albero di Natale del Comune, fatta con una gru che ha entusiasmato i bambini ben più delle decorazioni, un po’ tristanzuole.

La gara dell’albero più bello l’hanno vinta invece i preti. A piazza San Pietro ci ha accolto un abete rosso di 28 metri, arrivato lì  con un viaggio di oltre 2 mila chilometri dalla Polonia (poverino). Abbiamo poi scoperto nella piazza e nel colonnato del Bernini, poco affollati in una normale mattina lavorativa, un posto perfetto per rincorrersi e giocare a nascondino.

Vacanze di Natale a Roma: l'albero di piazza San Pietro

Il Picinin, nella carrozzina, faceva “il morto”. Se la dormiva beato mentre eravamo in giro nonostante la folla, il traffico e gli schiamazzi dei bambini grandi, si svegliava incavolatissimo appena andavamo al chiuso. Per lui questi giorni di vacanza sono stati un’esperienza straordinaria anche perché non era mai stato per così tanto tempo a contatto con la sorella. Devo dire che ha retto abbastanza bene ai suoi assalti affettuosi e a quelli degli altri bimbi.

Vacanze di Natale a Roma con un neonato

 

Itinerario minimo per vacanze di Natale a Roma con bambini molto piccoli

Giorno 1 del viaggio a Roma

  • San Pietro con visita all’albero di Natale gigante.
  • Borgo Pio e il Passetto, il passaggio segreto con cui il Papa poteva scappare dal Vaticano e rifugiarsi a Castel Sant’angelo in caso di pericolo. Questa volta, nella parte dei Lanzichenecchi mi sa che c’eravamo noi a giudicare dal terrore con cui turisti e romani assistevano al nostro arrivo.
  • Castel Sant’Angelo, con il più antico ponte sul Tevere e i musicisti di strada che suonano. Nel fossato del castello c’è pure un piccolo parco giochi dove scatenarsi.

Vacanze a Roma con bambini: i pini di villa Borghese

Pranzo con un picnic a base di supplì di Franchi, la gastronomia di via Cola di Rienzo. Al pomeriggio, mentre io, Piccolè e Picinin ripiegavamo a casa a riposare, i nostri amici con i bimbi più grandi proseguivano con:

  • Piazza di Spagna.
  • Trinità dei monti (c’è l’ascensore per salire in cima alla scalinata e godere di una delle più belle viste su Roma).
  • Villa Borghese e il Pincio.
  • Piazza del Popolo.

A piazza del Popolo,  a dicembre, per i bambini ci sarebbe stata anche la mostra dei 100 presepi con scene della natività provenienti da tutto il mondo e laboratori, ma io (eh-ehm) ho dimenticato di dirlo ai miei amici. E a breve distanza c’era pure  l’Auditorium che, per le vacanze di Natale ha una programmazione speciale, un mercatino e una pista di pattinaggio.

Vacanze di Natale a Roma: piazza Navona

 

Giorno 2 del viaggio a Roma

  • Prova di uno dei rarissimi, mitologici autobus dell’Atac che attraversano il centro di Roma. Altro che i pullmann turistici a due piani uguali in tutto il mondo! Il 492 dalla fermata della metro Cipro ci ha portato a San Pietro, piazza Cavour, l’ara Pacis, il Senato, piazza Navona, Torre Argentina con la sua colonia di gatti e piazza Venezia, dove siamo scesi.
  • Piazza Venezia e il Campidoglio, per un picnic a base di pizza bianca con la mortadella (chiamata a Roma amichevolmente “mortazza”) con vista sui fori imperiali.
  • Via dei fori imperiali.
  • Il Colosseo.

Il piano prevedeva poi di salire a Colle Oppio per ammirare la vista dall’alto sul Colosseo e far scatenare i bambini sul prato, ma erano così stanchi che abbiamo preferito prendere la metropolitana e tornare a casa.

Vacanze di Natale 2017 a Roma: Pasquino

 

Giorno 3 del viaggio a Roma

  • Piazza Navona, dove siamo rimasti un po’ delusi dall’assenza del mercatino di Natale. Devo ammettere però che tra zero bancarelle e un mercatino in mano al clan dei Tredicine, che aveva vinto il bando del Comune, forse preferisco la prima. L’atmosfera natalizia della piazza era comunque garantita dai negozi di giocattoli più belli della città.
  • Pasquino, la Statua parlante dove fin dall’epoca dei Papi i romani attaccavano satire e messaggi contro i potenti.
  • Via del Governo vecchio, con un passaggio alla sezione bambini (e non solo) della libreria Altroquando al civico 82.
  • Campo de’ fiori e la statua di Giordano Bruno.
  • Il ghetto con pausa d’obbligo al forno di via del Portico d’Ottavia (che, ahimè, aveva finito la torta ricotta e visciole).
  • L’isola Tiberina, dove – poco meno di un mese fa – è nato il Picinin.
  • Il Lungotevere con i murales dipinti “con la sporcizia”, per la gioia dei bambini. William Kentridge ha ripercorso la storia romana con delle figure in bianco e nero tracciate rimuovendo dai muraglioni del fiume la patina di sporco. Ne è venuta fuori un’opera di più di mezzo chilometro che si snoda da Ponte Sisto, all’altezza di Trastevere, fino a ponte Mazzini.

 

Bambini in vacanza a Roma: i murales di Kentridge

 

Vacanze di Natale a Roma con i bambini, missione compiuta?

Siamo riusciti a fare molto meno di quello che sognavamo e i nostri amici non potevano capacitarsi della sporcizia e del degrado della città. I bambini, però, continuavano a dire che Roma è bellissima, quindi in un certo senso: ce l’abbiamo fatta! Mi piacerebbe sapere cosa ne ha pensato il Picinin.

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