L’estate dei genitori vs l’estate dei bambini

Estate da bambino in spiaggia

L’estate dei genitori è quella cosa in cui si lavora il doppio, le scuole sono chiuse e si suda anche dalle unghie. Se poi sei incinta e ti è vietato il conforto di una birra ghiacciata, c’è da sentirti scema ad aver aspettato la bella stagione con tanta foga. È che il ricordo delle estati da bambini, interminabili, libere e senza freni, ti frega anche dopo che sono passati anni, dopo che c’è stata la maturità e poi le sessioni di esami di luglio e i piani ferie, ma tu hai rimosso tutto e continui ad aspettare giugno come l’inizio del bengodi.

Quest’anno mi ero dimenticata di quando era l’ultimo giorno di scuola e ho visto i ragazzi delle superiori che si rincorrevano zuppi e imbrattati di farina all’improvviso, mentre stavo andando da un appuntamento all’altro di lavoro in autobus. Sarei scesa al volo e mi sarei tuffata nella prima fontana con loro. In fondo avrei dovuto farlo, chissà le loro facce nel vedere tra gli spruzzi una trentenne panzona vestita da ufficio.

L’illusione è svanita presto.

  • Ieri è stato l’ultimo giorno di asilo nido di Piccolè.
  • Stamattina si è trasferita al mare con i nonni.
  • Stasera è già a Roma, nel suo lettino, con 38 di febbre e mal di pancia.

Non so come arriveremo a ferragosto. L’anno scorso in questo periodo scrivevo: Quando Piccolé è in vacanza con i nonni. Ma allora, almeno la partenza era filata liscia. Stavolta, forse anche perché il papà è latitante e ha lavorato lontano per quasi tutto il mese, vedo tutto nero. Meno male che domani è venerdì, arriva il weekend!

L'estate dei bambini, i castelli di sabbia con il nonno

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