La seconda gravidanza: Comitato di difesa del fratellino minore

La gravidanza avanza, siamo quasi a metà strada e, man mano che la pancia cresce, trova sempre più adepti il Comitato a difesa di Picinin, il fratellino minore. Il fondatore è stato il papà: ma lo stai prendendo l’acido folico, non è che poi ti dimentichi di fargli tutte le cellule neuronali e ci nasce un po’ scemo?

Poi ci si è messa la nonna: ma davvero vuoi fare il trasloco a casa nuova ad agosto, incinta di sei mesi? Non dovevi fare gli esami del sangue questa settimana? Non hai ancora pranzato a quest’ora? Non pesa troppo Piccolè per prenderla in braccio nel tuo stato? Pian piano si sono aggiunti amici, parenti e passanti, tutti preoccupati che il fratellino possa essere trascurato, prima ancora di nascere: ma sei sicura che lo puoi mangiare il gelato artigianale? Fai anche tu il brindisi, ma davvero? E quelle ciliegie come le avranno lavate? E vai ancora in moto?

La seconda gravidanza: trova le differenze

E’ difficile negare le differenze tra la prima gravidanza e la seconda, soprattutto se il fratellino o la sorellina maggiore è ancora piccolo. Nel mio caso:

  • La pila di integratori, vitamine e farmaci vari che mi “dopava” in attesa di Piccolè (la raccontavo in Paste, pasticconi e pasticci – 40 settimane e mezzo) ha lasciato il posto a solo un po’ di acido folico, quando mi ricordo, quello generico della farmacia.
  • Ecografie, esami e contro-esami che mi erano costati un mezzo-mutuo tra cliniche private e centri diagnostici sono stati tagliati e ridotti a quelli fondamentali, che sono riuscita a prenotare tutti nell’ospedale pubblico dove vorrei partorire (super-poteri da mamma alla seconda gravidanza).
  • La musica classica che accompagnava i primi “calci” di Piccolè, accolti con trepidazione e giubilo (Eppur si muove, anzi lei BALLA – 40 settimane e mezzo), è stata sostituita con le canzoncine del nido che la sorellina canta 24 ore su 24. El Picinin sembra comunque apprezzare e si scatena nella mia pancia.
  • La dieta super-sana che avevo seguito quasi religiosamente l’altra volta è rimasta appesa in cucina, mezza scarabocchiata. Mangio quello che capita e quando capita, spesso pappette avanzate. Il secondogenito, in ogni caso, sembra essere gigante, potere del Dna e di un papà di oltre 100 chili.
  • Il letargo a cui mi abbandonavo nella prima gravidanza, nella libertà assoluta di vivere in casa da sola , è sparito. Ora ogni notte, tra i richiami di Piccolè, il nuovo locale aperto sotto alle nostre finestre e le sveglie di A. che suonano prima dell’alba, sembra una corsa a ostacoli.

Eppure… eppure io penso che, se andrà tutto bene, anche per el Picinin una gravidanza più sportiva, con una mamma un po’ meno concentrata su tutto quello che succede nella sua pancia, potrà rivelarsi una fortuna. Potrà calciare o non farlo senza nessuno che gli conta i movimenti, pronto a correre dal dottore se non sono quelli previsti dal Manuale della Gravidanza perfetta. Potrà crescere più libero e imparare a conoscere questa famiglia che gli è capitata – urla e salti della sorellina inclusi – ancora protetto dal pancione: forse così sarà un po’ meno traumatico, per lui, ritrovarsi tra noi quando nascerà. La natura potrà seguire il suo corso e, poi, speriamo di cavarcela.
Con le parole del nuovo ginecologo (il primo, il mitico Cox, ci ha abbandonato per trasferirsi in Toscana): “tu continua a fare la tua vita, con un po’ di buon senso. Poi potrebbe succedere di tutto, ma quello non puoi evitarlo nemmeno se ti chiudi in una campana di vetro”. A me ha subito conquistata, ma mi sa che il Comitato di difesa del secondogenito non l’ha mica convinto.

Ti piace questo articolo? Commenta, chiedi, condividi! Il tuo parere è importante per me.

Ti potrebbe interessare anche

1 commento

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *