Ladri di bambole (di due anni)

Bimba di 2 anni e la sua bambola preferita

Tutto è cominciato con il furto di una bambolina all’asilo nido. E’ finito con un’indagine internazionale e ricerche a tappeto tra Roma e Berlino. Ora che ha due anni, Piccolè ha una passione per le bambole: ognuna che vede, deve essere sua. Al nido, poi, la bambina si era così attaccata a un bambolotto che era lì a disposizione per giocare, che le maestre glielo hanno fatto portare a casa.

Era un bambolotto lurido, che aveva perso i pantaloni, lasciando in vista la federa lisa della sua imbottitura: il più brutto che avessi mai visto. Piccolè lo aveva adottato come se fosse stato un bambino vero, lo cullava, coccolava, cambiava, nutriva, gli cantava canzoni e aveva deciso che non poteva dormire senza di lui. Quando le maestre hanno chiesto di riportarlo a scuola, la bimba ha iniziato a fare finta di obbedire. Si svegliava al mattino, lo portava al nido, ma ogni giorno riusciva in qualche modo a riportarselo indietro.

L’ultimatum

Questa storia è andata avanti finchè un giorno Piccolè non ha aggredito una bambina che aveva osato prendere la “sua” bambola, in un momento in cui lei non ci giocava. A quel punto le maestre hanno detto che bisognava darci un taglio, il bambolotto era di tutti, Piccolè lo avrebbe potuto portare a casa per l’ultimo finesettimana, e poi lo avrebbe dovuto lasciare al nido. Il giorno dopo era sparito.

Siamo usciti a spasso con la bambola (che, per scelta di Piccolè, non ha nome) e quando siamo tornati a casa non ce l’avevamo più. Il nonno ha ripercorso passo passo tutta la strada che abbiamo fatto, arruolando diversi bambini del quartiere. Ma sembrava essersi volatilizzata.

Sei bambole di una bambina di 2 anni sul divano

Io non sapevo proprio come dirlo alle maestre. Avrebbero pensato che, pur di non restituire quella bambola, l’avevamo rubata sul serio. L’unica alternativa era comprare una bambola nuova, uguale identica a quella scomparsa, e provare a “invecchiarla” un po’. Questo non era così semplice perché la bambolina era talmente rovinata da non avere segni di riconoscimento distinguibili, tranne uno: il disegno mezzo cancellato sulla maglietta azzurra della bambolina. Quando l’avevo lavata, avevo visto che c’era sopra Hello Kitty, la gattina giapponese, una delle licenze più diffuse al mondo.

Ricerche internazionali per scovare il bambolotto perduto

Ho tirato fuori tutta la mia tenacia e ho iniziato a scorrere sul web centinaia di immagini di “Hello Kitty Doll”, ma quella giusta non c’era. Stavo per arrendermi, quando ho intravisto l’immagine di una bambola simile, ma vestita di rosa. A quel punto ho chiesto a Google di mostrarmi tutte le foto simili a quella presenti su web (è una funzione fichissima di Google immagini, basta cliccare dove c’è la fotocamera) e ho trovato marca e numero del modello di quel bambolotto.

Bambola per bambina di 2 anni cercata fino in Germania

Con marca e numero di serie sono risalita al sito di eBay tedesco, dove c’era anche lei! La bambolina scomparsa con la maglietta azzura sembrava essere in vendita e disponibile, anche se il sito era tutto in tedesco e io non parlo una parola di quella lingua. A quel punto, però, non potevo fermarmi e con un po’ di incoscienza, ho provato a comprarlo. A un certo punto sullo schermo è comparsa la poco rassicurante scritta “Vielen Dank für Ihren Einkauf”. Secondo Google translate, però, voleva dire solo grazie per il vostro acquisto: forse ce l’avevo fatta! Lo scopriremo solo quando mi arriverà il bambolotto, anche se ho qualche dubbio che possa succedere.

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