L’8 marzo delle bambine: il rosa puzza (ma possiamo difenderci)

Prodotti per bambine: la pasta delle principesse

Cinque principesse ammiccano dagli scaffali del supermercato in una nuvola rosa scintillante. Mi guardano con i loro sorrisi seducenti, sanno che non posso resistere. Maledetta offerta speciale! Lo sconto del 30% sulla Pasta Princess, che di solito costa come il caviale (del resto è un pasto “regale”), mi costringe a prendere uno, due, tre pacchi e metterli nel carrello. Anche oggi che non c’è Piccolè a chiederla a gran voce, la pasta “da femmina” finisce nella mia spesa. Invece di penne o fusilli, nel piatto la mia bambina troverà una pasta a forma di scarpette col tacco, vestiti da ballo, fiori e castelli.

L’8 marzo delle bambine: non solo principessine tutte rosa

L’immagine della principessina tutta rosa dilaga, invade ogni ambito della vita di una bambina anche di solo due anni, come mia figlia, dai vestiti ai giocattoli, dai libri ai quaderni, dallo shampoo allo spazzolino da denti e persino la cena. Mi sembra che si parta da un colore, il rosa, e si arrivi all’idea che ci sia un solo modo di essere femmina, iper-stereotipato, dove la cosa più importante è la bellezza. Piccolè e le altre bambine sono bombardate da questo messaggio fin dalla culla: il modello Cenerentola, sguattera a casa propria, Biancaneve e la Bella Addormentata, in attesa di un principe che le salvi, e anche Elsa, a modo suo, così terribilmente magra, quasi anoressica.

La bellezza prima di tutto

Di recente Walmart ha lanciato una linea di trucchi pensati apposta per le ragazzine perché “le bambine già a 3-5 anni mettono smalto per le unghie e lucida-labbra e a otto anni vogliono qualcosa in più” e negli Stati Uniti la fascia di mercato più promettente per la cosmetica è quella degli 8-12 anni che già vale 40 milioni di dollari al mese, leggo sul sito della campagna inglese Pink stinks (in italiano sarebbe: il rosa puzza, l’ho citata anche qualche anno fa nel post sul primo vestito scelto da Piccolè a 5 mesi) che denuncia la femminilizzazione  dei prodotti rivolti alle bambine. Le ragazzine si trovano così a essere ossessionate dall’aspetto fisico (e dal peso) fin dalla scuola elementare.

Forme di resistenza: il rosa puzza

Io provo timidamente a resistere: scelgo per la bambina vestiti di tutti i colori, giochi di tutti i tipi, storie con donne forti e protagoniste del loro destino. Provo a evitare che sia esposta agli spot pubblicitari (guardiamo i cartoni animati solo sul computer e con il blocco anti-pubblicità). Ma non le vieto niente. Piccolè è piena di vestiti rosa, ma pensa che siano colori da bambina anche il verde, il viola, il blu, il rosso e l’arancione. Il giallo no (è molto decisa su questo, non chiedetemi perché).

Ama Cenerentola e Frozen ma anche il Libro della Giungla e Tarzan. Adora giocare con la cucinetta, spolverare e passare la scopa per terra, ma anche martellare fortissimo sul banchetto da lavoro da falegname e calciare la palla. Le piace fare il medico e anche la ballerina. Amo pensare che ancora, a due anni, si senta libera di essere tutto quello che vuole, anche quando vuole cose contraddittorie. Credo che sia il suo modo di essere femminista. Chissà se durerà.

A oggi siamo messe così: Calamity e Piccolè chiacchierano sulla strada per l’asilo nido.
– Piccolè, chi sono i tuoi amici preferiti? –
– Aulola F, Aulola B, Iapopo e Otto. –
– Bambini e bambine sono uguali? –
– Ma mamma! I bambini hanno il pitellino. –
– E cosa hanno le bambine? –
– La tatatina – ride.
– E chi è più forte i bambini o le bambine? –
– Le bambine. –
– E chi è più monello i bambini o le bambine? –
– Le bambine! –
– I bambini sono più bravi? –
– No, sono più blave le bambine. –
– E chi è più veloce? –
– Io! E poi tutti dicono: ma chi è quetta bella bambina? –

Cibo per bambine iper-femminilizzato
ps. Questo post partecipa al progetto di Instamamme il tema del mese. A marzo il tema è Femminile e femminismo.
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