Giochiamo a partire, il viaggio è una malattia che si prende da piccoli

Sulla strada di Kerouac per una bambina di due anni


Il gioco preferito di Piccolè adesso è “partiamo”. Prende il suo trolley giallo, ci infila dentro qualche maglietta tutta ammassata, due o tre libri e la bambola Lalla e inizia a correre per casa. Se lo è inventato da sola e lo fa in continuazione.
Dobbiamo andare a Newyokk, veni! Veni mamma!” chiama. Ogni tanto prende l’aereo volando sul lettone. A volte porta con sé il cavallo arancione Zietto. “Non possiamo fermarci adesso? Siamo arrivate?”, le chiedo dopo un po’. “No dobbiamo PAT-TI-RE! Non pottiamo femmacci mai“. Sembra “Sulla strada” di Kerouac… e ha solo due anni. Per chi dice che per i bambini piccoli è meglio non viaggiare, Piccolè partirebbe ogni giorno.

– Sal, dobbiamo andare e non fermarci mai finché non arriviamo.
– Per andare dove, amico.
– Non lo so, ma dobbiamo andare. 


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A proposito di New York, puoi leggere anche Viaggio a Ny con gli occhi di una bimba di 2 anni.

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