Amici immaginari disgustosi- Cenerentola de noartri

Amici immaginari - il topolino

Interno notte, Calamity e Piccolè leggono il libro della buona notte.
– Guarda mamma, un topolino. (Indica un ratto, in un angolo dell’illustrazione)
– E’ vero, non l’avevo visto.
– E anche qui, sotto al letto, c’è un topo.
– Come un topo? Un topo VERO?
– Si un topo grande verissimo.
– Un topo vero? Sei sicura? E mangia i biscotti che nascondi lì sotto?
– Sì mangia i biscotti e il pane. Ma non ta paura, mamma. E’ timpatico. E’ mio ‘mico.
(Per un secondo non so se crederle. Casa nostra non brilla sempre per igiene e pulizia, ma addirittura un topo, in camera della bambina poi!).
– Un topo grande? E di che colore è?
– E’ grandizzimo. E’ blu, un po’ verde, un po’ rosso, un po’ giallo e anche un po’ nero.
Solo a questo punto tiro un sospiro di sollievo. Certo che se lo è scelto proprio schifoso l’amico immaginario, un ratto color arcobaleno. E non ha ancora visto Cenerentola!

ps Per decifrare il linguaggio di Piccolè in questo periodo c’è una regola fondamentale: le consonanti difficili vengono sostituite tutte dalla T. Faccio un esempio: “le tantofole di nonna Tarla sono totto il letto” sarebbe “le pantofole di nonna Carla sono sotto il letto”, più chiaro di così…

* L’immagine viene da “Il soldatino di piombo” nel libro Le fiabe più belle Pop up di Dami editore. La passione delle ultime settimane.

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