Tesù, nonno Beppe e Marina-il Natale secondo Piccolé

 

Piccolé sta covando l’influenza. Io sto covando l’influenza. Anche la nonna sta covando l’influenza e sono sicura che pure la bambola Chicca non si sente molto bene. Per provare a scongiurare un altro Natale con il febbrone passiamo un sacco di tempo a casa. Così ci siamo date da fare con forbici, colla e colori e abbiamo realizzato il nostro albero di Natale, e pure il presepe. Vista la mia proverbiale imbranataggine in tutti i lavori manuali, già questo è una prova di grande amore materno.

Mentre coloravamo il presepe, le ho raccontato tutta la storia del Natale, ma Piccolé è rimasta con le idee confuse (deve aver preso un po’ da quei miscredenti dei genitori).
A casa dei nonni l’altro giorno, mi spiegava, leggendo un libricino: “c’è Tesù che è un bimbo picloclo piclolo e sta nella stalla dei tavallini con nonno Beppe (il prozio di Piccolé che, effettivamente, si chiama Giuseppe) e Marina. Siccome è buono buono vanno a tlovallo tutti animali, il gatto nao, la ‘llina coccodè e pure ‘ialino snurf e Tesù… se li mancia tutti!”. Stavo per dichiarare la sconfitta, quando Piccolé ha visto il disegno di un bellissimo angelo, con i boccoli biondi, le ali e l’aureola. La bimba si è illuminata tutta, lo ha indicato e detto: “e poi arriva la mamma!”. Ecco che mi ha intortata ancora.

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