Lune, conigli e altre magie

– Una! Una!
– Ma no, Piccolé, è mattina, non c’è la luna.
Poi alzi gli occhi al cielo e te la trovi lì, enorme e bianca, mentre fai colazione.

– Etto! Etto! Arda mamma, etto – e arriccia il naso.
– Brava Piccolé, fa così il coniglietto.
Poi guardi bene e, a fianco della bambina, c’è una ragazza che porta a spasso per la città un grosso coniglio… al guinzaglio.

– Tallo Pippi! Tallo Pippi!
– Hai visto, Piccolé, i cavalli che belli?
Solo in un secondo momento ti accorgi che il cavallo che indica Piccolé è stranissimo, bianco e a pois, proprio come quello di Pippi Calzelunghe.

La bimba è diventata una piccola segnalatrice di “magie” quotidiane. Sembra essere diventata la sua specialità.

ps Stiamo bene, un po’ sballottati tra Roma e il mare dove ora Piccolé passa le giornate con la nonna nordica e i cuginetti. Ha imparato ad andare sul monopattino e a fare i tuffi “a bomba” (credo che sia l’unica mocciosa di neanche due anni strillata dal bagnino della piscina). Ma sono gli ultimi bagordi anche per lei, la settimana prossima ricomincia il nido.

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Arrivano i mostri

Tre mostriciattoli ondeggiano intorno a Piccolé che li guarda rapita. Uno sembra un fantasmino, un altro una specie di gatto con le corna, il terzo una capra con gli occhiali. Siamo in una pizzeria sul mare e il bambino seduto al tavolo vicino a noi – 8 anni – ha scattato di nascosto una foto con il suo iPad a Piccolé, poi ha trafficato con password e codici segreti e ora le mostra raggiante la sua scoperta: intorno alla bimba, nella foto, svolazzano tre strane creature. Lui le indica con il dito una a una chiamandole per nome, Piccolé ascolta spalancando gli occhioni e non si perde una parola. E così, prima ancora di compiere due anni, la bambina si trova per caso a giocare a una specie di Pokemon go, Yo-kai watch. E’ già il membro della famiglia più digitalmente avanzato (non ci voleva molto, ma fa impressione lo stesso).

ps Buon ferragosto a tutti!

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La vendicatrice

Al mare a pochi chilometri da Roma, dove Piccolé passa l’estate con i nonni, come a suo tempo abbiamo fatto io e gli altri bambini della famiglia, mentre i nostri genitori facevano avanti e indietro dalla città per lavoro, come facciamo noi adesso. Ci troviamo a passeggiare, una delle prime sere, per la “rotonda” con mia cugina e i nostri figli. Lei saluta tutti i passanti con grandi smancerie. Io mi sento un po’ spaesata, sono abbastanza convinta di non averli mai visti prima.

– Ma come fai a conoscere tutti? Sei qui solo da qualche giorno.

– Guarda che li conosci anche tu. Ci siamo cresciute insieme. Solo che un tempo ci facevi a botte. Picchiavi durissimo.
Affiorano vaghi ricordi, roba molto coatta di guerra tra bande di mocciosi, una vita fa. Speriamo che Piccolé non scopra mai il passato da vendicatrice assatanata della mamma. Comunque sono sicura di aver avuto i miei buoni motivi, anche se non ricordo bene quali erano.
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