L’evasione



Al ristorante 
– Quest’uomo ha un’aria distrutta!
– In effetti lo abbiamo appena preso all’ospedale, ma stasera deve rientrare per la notte.
– E dov’è che è ricoverato?
– A malattie infettive, allo Spallanzani.
Il cameriere  sbianca visibilmente e inizia a girare al largo il più possibile dal nostro tavolo. Aveva tanato da subito il fuggiasco, evaso dall’ospedale all’ora di pranzo. Lo aveva dovuto fare per vedere la bambina, che non poteva andarlo a trovare in reparto e gli mancava tantissimo. 

A. si era infilato la tuta e aveva detto che stava uscendo per una passeggiata in giardino. Fuori dall’ingresso dell’ospedale, invece, c’eravamo noi che lo aspettavamo con il motore acceso, pronti a partire. Lo abbiamo caricato e siamo scappati via. 
In quel ristorante abbiamo sperimentato il brivido di essere considerati un Pericolo pubblico, anche se A. per fortuna non era contagioso, aveva solo una brutta infezione batterica al ginocchio. Così ha potuto abbracciarsi e sbaciucchiarsi Piccolé, che non lo avrebbe voluto lasciare più.


Ps Poco tempo dopo la fuga, a sorpresa, hanno dimesso A. dall’ospedale in anticipo rispetto al previsto. Era il giorno del mio compleanno. Ora deve ancora fare settimane di terapie e controlli, ma almeno è tornato a casa.

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