E’ arrivato l’eseccito

Il primo giorno mi hanno fatto paura tutti quei miliari a Roma, a difesa della metropolitana, armati a più non posso. Il terzo giorno hanno smesso di interrompere il servizio per ogni busta di plastica abbandonata in stazione. Dopo una settimana, qualcuno di loro ha iniziato a dare informazioni ai turisti e aiutarli a fare il biglietto, “almeno si rendono utili”, ho pensato, “potrebbero assumerli all’atac”. Dopo dieci giorni non li notavo nemmeno più, al punto che, camminando sovrappensiero lungo la banchina, sono andata a sbattere contro un mitra (o qualcosa del genere). Un soldato lo teneva a tracolla come uno zainetto. Lo dicevo io che tutte queste armi in giro erano pericolose.

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  1. Purtroppo, la mia esperienza personale con arme e forze in presidio sono pessime (figlia di sindacalista, nata in sudamerica in tempi poco democratici) ma per ora preferisco vederli in giro i bravi ragazzi. Sperando che possano rientrare a casa al più presto, vivi quanto noi.

  2. La gratitudine non è in discussione. Tra l'altro spesso questi soldati sono giovanissimi, con la faccia da bravi ragazzini, ma non mi piace la sensazione di essere "assediata", non mi piacciono le armi anche quando servono a difendermi e non credo che il presidio per qualche ora al giorno di alcune fermate della metropolitana sia un valido deterrente agli attentati.

  3. Le mie bambine pure hanno avuto paura quasi due anni fa quando per la prima volta ci mandarono gli alpini (2 squadre) a sorvegliare la nostra piccola sinagoga. Ora, li conosciamo più o meno tutti e loro ormai si sono fatti una sorta di mini corso di cultura ebraica, sanno le date, i nomi, i significati in linee di massima… sono spesso impaurita ma enormemente grata.

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