Cronache di un ordinario lunedì (di nido)

Lunedì Ore 8.37

La scena è fin troppo idilliaca. Siamo meno in ritardo per l’inserimento al nido del solito. Io preparo la colazione canticchiando, Piccolé – seduta sul seggiolone – è già pronta per andare a “scuola” con un vestitino jeans. Gioca con una bottiglietta d’acqua. Ogni tanto dice mhhhhhammmmha, la Grande Novità di questi ultimi giorni (sì, diceva già pa-pà e pappa e ogni tanto pure palla, ma mamma neanche per sogno).

Penso che ce la stiamo cavando, ci siamo preparate a tempo di record, ho pure fatto in tempo a lavarmi i capelli. In quel momento sento shhhhhhhh e vedo un laghetto allargarsi sotto al seggiolone. Controllo al volo la bottiglia ma è ancora chiusa. Sento ancora shhhh shhhhhh. Prendo in braccio Piccolé, mi accorgo che è bagnata fradicia e tutta nuda. Non le ho messo il pannolino, né il body, né le mutandine, né niente. Solo il vestito. Non voglio pensare a se se ne fossero accorte le maestre.

Ps Il bilancio della prima settimana di inserimento nido è abbastanza positivo. Ci va volentieri e, quando andiamo a prenderla, resterebbe ancora lì a giocare insieme, ma sembra stanchissima e seria seria, piena di pensieri. Del resto è la prima volta che si trova a contatto con i suoi simili senza una mamma, una zia o un nonno come alleato.

C’è Alessandro che fa delle torri altissime con i mattoncini,
Alice che canticchia tra sé e sé,
Denis che tira i capelli,
Carola che piange fortissimo.

Piccolé si è lanciata i mattoncini delle costruzioni con Alessandro, ha fatto il controcanto ad Alice, ha girato largo da Denis – furbissima – e, quando Carola piangeva, è scoppiata a piangere ancora più forte (ma poi le maestre l’hanno consolata). Ci dobbiamo ancora prendere la mano.

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