Oggetti del desiderio

I gusti di Piccolé lasciano molto a desiderare. Per esempio queste sono, al momento, le 10 cose che preferisce in assolto.

10  – I capelli. Biondi o mori, ricci o lisci, lunghi o anche cortissimi non importa, lei li raggiungerà e riuscirà a tirarli fortissimo. Riesce a tirarseli persino da sola.

9 – Il giradischi, ma è un amore impossibile e lei ne è consapevole.

8 – Le penne, più indelebili e tossiche sono, meglio è.

7 – I cassetti della biancheria, da svuotare in un decimo di secondo.

6 – Le chiavi. Se ne impossessa nell’ascensore e bisogna pregarla in circasso per farsele restituire e aprire la porta di casa.

5 – Gli occhiali, con una preferenza per quelli da vista di adulti sopra le quattro diottrie.

4 – Il giornale da distruggere, meglio se ancora intonso, fresco fresco di giornalaio.

3 – La tetta. Da pretendere sempre e soprattutto quando la mamma va di fretta, ha un vestito scomodo per allattare o è in una situazione in cui si vergogna.

2 – L’iPhone. Sì, batte anche la tetta (anzi è l’unico modo per fargliela scordare nelle situazioni al punto 3).

1 – Il bidé (per il disgusto della mamma). Il massimo è quando riesce ad aprire il rubinetto come una fontana ma si accontenta anche di suonarne i bordi come un tamburo, di tuffarci dentro i suoi giochi o di farci lunghe chiacchierate. Da come ride, dev’essere un simpaticone.

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Buon FEBBRagosto

– Ma perché Piccolé ha queste bollicine? Ha la varicella? – Alessio, 6 anni, è stato il primo ad accorgersene. Tre giorni dopo è arrivata la diagnosi del pediatra: sesta malattia.

E così, come nel più classico dei classici, la bimba si è ammalata a pochissimi giorni dalle vacanze. Per ora è saltato il ferragosto con un cuginetto* poco più grande e un altro in arrivo, nel pancione della mamma all’ottavo mese di gravidanza. Per il campeggio fricchettone non perdiamo le speranze.

Piccolé ora ha solo qualche bolla ed è quasi sfebbrata, ma fa fatica a dormire e vuole sempre stare in braccio. Io, piuttosto, sono una specie di zombie. Meno male che devo andare al lavoro, così almeno per qualche ora mi riposo un po’.

* Sulla cuginanza di Bubu e Piccolé non si accettano obiezioni. È un dato di fatto.

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Lista di sopravvivenza

– Una culla pop-up che sembra quelle tende di Decathlon che si montano in un secondo e smontano in un’ora.

– Cuffie antirumore viola per bambini. Una recensione su Amazon giura che hanno funzionato anche a un concerto dei Black Sabbath.

– Mini-casco da bicicletta.

Giusto alcune cose che ci servono in vista del prossimo viaggio con Piccolé. Partiamo un po’ all’avventura così continuiamo a ripeterci che in questi casi “l’organizzazione è tutto” e proviamo a prepararci a ogni evenienza. La verità è che siamo terrorizzati.

Ora che Piccolé vuole gattonare dappertutto, toccare tutto, assaggiare tutto (e con “tutto” intendo proprio tutto-tutto dal sapone alle scarpe passando per gli oggetti più sporchi e pericolosi), portarla in giro è diventata un’impresa. Ci sentivamo intrepidi a partire con la bimba per Lanzarote quando aveva tre mesi, non immaginavamo che la vera sfida dovesse ancora venire. E ha solo 10 mesi!

Ps In ogni caso, se il campeggio per “giovani avventurosi, viaggiatori, artisti, musicisti e famiglie” – come si legge sul sito – si rivela troppo estremo, il prossimo anno possiamo sempre ripiegare su Cattolica.

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Sul ring

Entra nel ring (ops, sul fasciatoio, dovrei dire) con una rovesciata e un suo calcio volante respinge il tuo braccio che cerca di tenerla sdraiata. Mentre le sfili i pantaloni afferra il tubo della pomata e lo brandisce come una spada. Poi si impossessa del pannolino sporco e lo sventola come un trofeo. Il pubblico di Pier Coniglio, Raffa Giraffa e Compagna pecorella è in delirio. Il pannolino è solo un diversivo, con un balzo è di nuovo a quattro gambe e cerca di sfuggire via. Non fai in tempo a bloccarla che ha raggiunto il pacco con le salviettine e ne tira fuori una dopo l’altra lanciando urla di guerra. Le lascia solo per sferrarti un gancio micidiale con tirata di capelli finale e tiene ancora stretta la ciocca tra le dita quando riesci a prenderla in braccio per portarla in bagno a lavarsi. Ora che Piccolé è più grande, ogni cambio di pannolino è un incontro di wrestling. E vince lei, inesorabilmente.

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