La mamma di Twitter



In riunione
– Allora dobbiamo coprire la Grecia, il decreto pensioni, l’Istat sulla povertà…
– L’uccellino.
– Come scusa?
– Dobbiamo occuparci anche dell’uccellino.
Da una scatola bucherellata proviene un debole ciiiip. 

È un piccolo pennuto che F. ha trovato a terra tramortito, mezzo schiacciato nella ressa dei turisti a fontana di Trevi e ha portato in redazione. La situazione deve piacergli, perché da moribondo che era sembra essersi rianimato. Ora però ci vuole qualcuno che pensi a lui. 

C’è l’ipotesi di adottarlo tipo mascotte, io vorrei chiamarlo Twitter, ma poi decidiamo di portarlo alla Lipu. F. lo carica in motorino e parte. Al ritorno è insolitamente silenzioso. 
– Hanno detto che la sua mamma lo starà cercando, lo stava svezzando a terra – mi dice alla fine – ma non potevo lasciarlo lì tra i sampietrini, era praticamente morto -. 

Fatto sta che ho passato il pomeriggio la sbirciare fuori dalla finestra pensando a Twitter e alla sua mamma. 


ps Ho ricevuto una piccola promozione, qualche soldo in più e una valanga di nuove cose da seguire (resto sempre precaria, non sia mai). Essere a casa per la cena di Piccolé diventa una sfida sempre più difficile, ma resistiamo.

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