I sogni son desideri, ovvero… cinema!

E dopo più di sei mesi sono tornata al cinema. Ho perso il conto di quando è stata l’ultima volta che ci sono andata perché alla fine della gravidanza ero così grossa che stavo scomodissima incastrata nelle poltroncine. Il film prescelto è stato Cenerentola di Kenneth Branagh, da vedere con le amiche. Non tutte ne erano convinte, c’era chi propendeva per qualcosa di più impegnato come Un piccione seduto su un ramo riflette sull’esistenza. E così, per giorni, su Whatsapp:
F.: Piccolé, tu che hai quest’aria così saggia dillo alla mamma e alle zie che i topi che ballano e le fate non esistono e che le scarpe, se fossero davvero di cristallo, farebbero un male cane e altro che ballo al palazzo!
P.: Quanto sei antica. La scarpa l’ha disegnata pure Jimmy Choo. Praticamente un guanto.
S.: Un guanto proprio non lo direi.
P.: Ma dai, con la zeppa è comodissima!!
C.: Ma punge?!
S.: Questa è la versione bora.
F.: Ragazze… Cenerentola era una donna delle pulizie dal capello ossigenato! Su, un po’ di realismo.
P.: Ma smettila.
F.: Va bene va bene… Principe, castello, zucche e topi! Entro nel mood prima di stasera. Promesso!
S.: Brava. Vogliamo la principessa e il cavallo bianco. 
P.: Altrimenti ti mandiamo nell’altra sala dal Piccione.
ps Forse sarebbe stato meglio il Piccione per davvero. La mia Cenerentola è stata trasformata in una fiaba melensa melensa, da insulina. Peccato perché Cate Blanchett come matrigna era perfetta, le scenografie da sogno e la trasformazione della zucca fantastica. L’unico messaggio positivo è che puoi mettere il scarpetta di cristallo e conquistare il principe anche se hai un piede taglia 42. E non mi pare poco.

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  1. Esatto! Ma è un film che – mi sembra – non voglia tradire il cartone originale. Nell'esagerazione di quella gentilezza assurda migliaia di bambine hanno "colto" decenni fa il limite da imporre agli altri. Erano tempi in cui le donne non davano tanto valore a sé stesse e se ci penso e guardo ai numeri vedo che quei tempi sono tornati di moda (?).

    I bambini spesso si indignano appunto con l'esagerazione di un qualcosa. Ricordo che piansi di rabbia tante volte da piccola vedendo la prima versione in cartone. Le mie figlie invece picchiavano lo schermo! Il nuovo film a loro non è piaciuto molto, siamo troppo vintage e dicono sia più bello il cartone 😀

  2. Dici? Forse hai ragione. Certo però che un po' di ironia non guasta, rende le fiabe più divertenti (e anche i vestiti).

    Secondo me soprattutto nella sceneggiatura di questa Cenerentola qualcosa non ha funzionato, ci voleva qualche risata in più e qualche lezione da maestrina in meno. Credo che la protagonista ripeta 'Sii gentile e abbi coraggio' almeno una volta ogni tre minuti. E poi non chiamerei "gentilezza" farsi rinchiudere in una soffitta a fare da sguattera a matrigna e sorellastre.

  3. Non ne so niente sul piccione ma ultimamente tendo a pensare che un pò di roba melensa in giro ci serva purché non venga usata per tamponare problemi. La roba melensa (come il rosa di cui parlavi in post precedente) può per permetterci di "condire" le giornate come i sogni con un pò di dolce o di sdolcinato, ognuna ne prende la sua dose! 🙂

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